Commercialista riminese intascava i soldi dei clienti: oltre 600mila euro le somme contestate
Truffa, appropriazione indebita e frode fiscale le accuse a carico del professionista 58enne
Approfitta della fiducia dei clienti e si intasca somme da versare allo stato. E' indagato un commercialista riminese di 58 anni, difeso dall'avvocato Piero Venturi, per il quale è stato chiesto dalla Procura il rinvio a giudizio. L'udienza preliminare, nel corso della quale si deciderà se il commercialista dovrà affrontare o meno il processo o sulla eventuale ammissione a riti alternativi, è in programma il 24 settembre. Lo riporta Il resto del Carlino.
Gli illeciti
Truffa, appropriazione indebita e frode fiscale: sono questi i reati contestati dall'accusa. Il professionista riminese, titolare di uno studio in città e socio in una realtà di servizi alle imprese, che secondo gli inquirenti avrebbe sistematicamente trattenuto per sé denaro ricevuto dai clienti, somme destinate invece al fisco o ad altri utilizzi specifici. Un meccanismo reso possibile, sempre secondo la ricostruzione degli investigatori, dal rapporto di fiducia che legava il professionista alla propria clientela.
A dare il via alle indagini sono state cinque denunce, depositate da privati e società della provincia di Rimini. Tra chi si è rivolto alle autorità figura anche un uomo di oltre ottant'anni, residente in Valconca, assistito dall'avvocato Stefano Caroli.
Il fronte più pesante dell'inchiesta, ricostruito dai militari della Guardia di Finanza di Rimini, coinvolge alcune società legate tra loro da rapporti familiari. In questo caso l'ammontare contestato raggiunge cifre significative: circa 346mila euro che, secondo l'accusa, sarebbero stati affidati al professionista per pagamenti fiscali e altre operazioni, senza però mai arrivare a destinazione. Il denaro, stando alle indagini, sarebbe rimasto nella disponibilità dell'indagato.
Un secondo episodio riguarda un altro cliente, che avrebbe consegnato nel tempo diverse somme per il pagamento delle imposte. Anche qui, secondo la Procura, il meccanismo sarebbe stato lo stesso: i soldi sarebbero stati trattenuti. L’importo contestato è di circa 68mila euro.
C’è poi un terzo caso che coinvolge una società. In questo episodio si parla di circa 130mila euro, sempre legati a versamenti che, secondo l’accusa, non sarebbero mai stati utilizzati per pagare quanto dovuto, ma trattenuti.
Accanto a questi episodi, c’è il capitolo legato alle dichiarazioni dei redditi. Gli investigatori contestano irregolarità negli anni 2019 e 2020. In pratica, secondo l’accusa, sarebbero stati dichiarati redditi inferiori rispetto a quelli reali. Le cifre sono consistenti: oltre 159 mila euro non dichiarati in un anno e più di 141 mila euro nell’altro, con imposte evase che superano complessivamente i 100 mila euro.
Un altro cliente, invece, avrebbe versato nel corso del tempo diverse somme al professionista, sempre con l'obiettivo di saldare il dovuto con il fisco. L'esito, stando all'accusa, sarebbe stato identico: il denaro non avrebbe mai raggiunto la destinazione prevista. Il totale contestato in questo caso ammonta a circa 68mila euro.
A questi si aggiunge un terzo episodio, che vede coinvolta una società: anche qui le somme affidate per i pagamenti tributari sarebbero rimaste nelle mani dell'indagato, per un importo di circa 130mila euro.
Il quadro si allarga ulteriormente con le contestazioni legate alle dichiarazioni fiscali. Sotto la lente degli investigatori finiscono i redditi degli anni 2019 e 2020: in entrambi i casi, secondo l'accusa, quanto dichiarato non corrisponderebbe ai reali introiti del professionista. Le cifre parlano chiaro: oltre 159mila euro occultati nel primo anno, più di 141mila nel secondo, per un totale di imposte evase che supera complessivamente i 100mila euro.
L’indagine copre un arco temporale ampio, dal 2019 fino al 2024, e coinvolge più persone tra privati e società. Gli accertamenti sono stati portati avanti anche grazie al lavoro della Guardia di Finanza e alle segnalazioni dell’Agenzia delle Entrate, con analisi su conti, movimenti e documentazione fiscale.
Il giudice per le indagini preliminari ha fissato l’udienza preliminare per il 24 settembre al Tribunale di Rimini. In quella sede si deciderà se ci sono elementi sufficienti per mandare a processo il professionista.
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