Commercio a Rimini, Mazzarino: "In dieci anni 705 negozi in meno"
Fratelli d’Italia chiede meno tasse e burocrazia e annuncia una raccolta firme per sostenere le attività di centro e quartieri
Sono 705 gli esercizi commerciali al dettaglio in meno in provincia di Rimini nell'arco di dieci anni. Tra il 2014 e la fine del 2024, infatti, si è passati da 5.261 a 4.556 attività. Un dato che, insieme alla stima del 18 per cento di locali commerciali sfitti nel centro storico di Rimini, viene ora rilanciato da Claudio Mazzarino, coordinatore comunale di Fratelli d’Italia, che chiede al Comune interventi concreti a sostegno del commercio.
"Non siamo di fronte soltanto a singole chiusure, ma a un fenomeno che rischia di incidere profondamente sul tessuto economico e sociale della città", sostiene Mazzarino. "Quando chiude un'attività commerciale non viene meno soltanto un'impresa: diminuiscono servizi, occupazione, presidio del territorio e vitalità delle nostre strade".
Secondo il coordinatore comunale di Fratelli d’Italia, le difficoltà riguardano il centro storico ma anche i quartieri, le frazioni e il forese. "Un commerciante deve confrontarsi quotidianamente con costi di gestione, affitti, bollette, personale, tributi, burocrazia e concorrenza del commercio online. È necessario che il Comune faccia la propria parte utilizzando tutti gli strumenti di cui dispone".
Nel mirino di Mazzarino ci sono quindi le politiche comunali per il commercio e le modalità con cui vengono utilizzate le risorse disponibili. Tra queste c'è il contributo regionale da 560 mila euro, ufficializzato nell'agosto 2026, per il progetto "Hub urbano Rimini centro", inserito in un programma complessivo di interventi indicato dal Comune in 2,7 milioni di euro.
"L'arrivo di risorse rappresenta un'opportunità, ma ora è importante conoscere nel dettaglio come verranno utilizzate e quale ricaduta concreta avranno sulle attività economiche", afferma Mazzarino. Da qui la richiesta di rendere pubblici "tempi, modalità, criteri di assegnazione e risultati attesi".
Per Fratelli d’Italia, però, la riqualificazione degli spazi pubblici non basta. "Alberature, illuminazione e arredi urbani possono contribuire alla qualità di una zona, ma non possono rappresentare da soli una politica commerciale", sostiene Mazzarino. Tra le proposte avanzate ci sono riduzioni mirate della Tari e del Canone unico patrimoniale per le piccole attività e le nuove aperture, agevolazioni Imu per favorire la riapertura dei locali inutilizzati e contributi a fondo perduto per nuove attività, riqualificazione dei negozi, sicurezza, accessibilità, innovazione digitale ed efficientamento energetico.
Una parte delle richieste riguarda in particolare il commercio di prossimità. Mazzarino propone un fondo dedicato ad alimentari, farmacie, edicole, bar, botteghe artigiane e altre attività considerate essenziali nelle frazioni e nel forese. Chiede inoltre di estendere gli Hub di prossimità anche ai quartieri e alle frazioni, evitando che le misure si concentrino soltanto sul centro storico.
Tra le altre proposte ci sono un censimento pubblico e aggiornato dei locali sfitti, procedure comunali più semplici, uno sportello operativo per le nuove imprese e interventi coordinati su parcheggi, trasporto pubblico, illuminazione, sicurezza, pulizia, segnaletica e accessibilità.
"Il commercio di prossimità svolge una funzione economica ma anche sociale", afferma Mazzarino, secondo cui la chiusura di un alimentari, di una farmacia, di un'edicola o di un bar può avere conseguenze soprattutto nelle zone dove i servizi sono già più difficili da raggiungere.
Il coordinatore comunale annuncia infine una raccolta firme. "Presto promuoverò una raccolta firme per portare direttamente all'attenzione dell'Amministrazione comunale la voce di commercianti, residenti e cittadini che da troppo tempo chiedono risposte concrete".
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