Comune di Rimini punta su recupero ex colonie, ma la Murri resta "bloccata"
L'assessora Ridolfi: "Situazione complessa sotto il profilo urbanistico ed edilizio, ma percorso va avanti"
Procede il percorso avviato dall’Amministrazione comunale di Rimini per rientrare nel pieno possesso della Colonia Murri, oggi in capo alla curatela fallimentare della società Rimini&Rimini. La società nel 2011 aveva presentato il piano particolareggiato per l’area, che prevedeva il recupero dell'immobile e la sua riconversione a fini commerciali e che per effetto delle proroghe di legge scadrebbe nel settembre del 2029. Nel bilancio 2026/28 sono stati stanziati 588mila euro allo scopo di finanziare la proposta di concordato fallimentare con assuntore nella procedura per l’acquisizione del diritto di superficie del compendio immobiliare: una procedura che sta avanzando, sia a livello di passaggi burocratici che di interlocuzioni coi soggetti interessati, e che convolerà in una proposta che la prossima settimana sarà presentata nella commissione consigliare competente e successivamente in Consiglio Comunale.
“Si tratta di una situazione complessa sotto il profilo urbanistico ed edilizio – spiega l’assessora Valentina Ridolfi – ma il percorso va avanti. Stiamo ponendo le condizioni affinché tutto il comparto dell’ex Colonia possa essere riqualificato e valorizzato, prevedendo e inserendo funzioni diversificate e differenti da quelle originarie di carattere solo commerciale ormai anacronistiche, e che oltre ad essere compatibili con la tutela di un bene monumentale vincolato, possano ben integrarsi urbanisticamente e ambientalmente ad un contesto rigenerato grazie al Parco del Mare”.
“In generale - aggiunge Ridolfi - siamo nelle condizioni di dire che oggi sul recupero delle colonie, non solo Murri, ma Novarese ed Enel, siano in campo strategie che potranno avere sviluppo reale nel futuro. Questa spinta a prendere di petto un tema per così tanto tempo ‘congelato’ ci arriva anche dai diversi e importanti segnali di interesse che ci stanno pervenendo da potenziali finanziatori e investitori. Avevamo avuto già conferma del valore del patrimonio che le colonie rappresentano nell’ambito del Mipim 2026, l'evento internazionale di riferimento per il settore immobiliare a cui abbiamo partecipato a Cannes insieme al Comune di Riccione proprio per presentare le potenzialità di investimenti orientati allo sviluppo e alla trasformazione in poli contemporanei di servizi di questi ‘giganti’ che si affacciano sulla nostra marina. C’è un grande interesse ed è nostro obiettivo cercare di creare i presupposti perché si possa avviare il recupero di questi spazi, che porta con sé la riqualificazione e valorizzazione anche dei cantieri in cui ricadono. Ne vedremo un primo assaggio già nei prossimi mesi, con l’avvio previsto per dopo le festività di Pasqua dell’ex Colonia Enel, che permetterà di liberare uno spazio oggi degradato a favore di una nuova apertura sul mare e sul lungomare riqualificato e aggiungendo funzioni per la comunità. Anche sulla colonia Novarese siamo in relazione con l'Agenzia del Demanio per la sdemanializzazione del Talassoterapico, passaggio decisivo per poter uscire con un bando che possa comprendere tutto il comparto".
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