Concessioni balneari: nuovo pronunciamento ribalta decisione della cassazione
Il Consiglio di Stato riafferma la superiorità del diritto dell’Unione europea e dichiara inefficaci le proroghe delle concessioni demaniali previste dal ‘Milleproroghe Meloni’ del 2022
La questione delle concessioni balneari in Italia continua a essere un argomento di dibattito. Dopo la decisione della Cassazione del novembre scorso, che ha annullato la sentenza del Consiglio di Stato del 2021 a causa di un errore formale, è arrivato un nuovo pronunciamento.
Secondo Roberto Biagini del coordinamento nazionale di Mare Libero, questo nuovo pronunciamento ribalta di fatto quanto stabilito dalla Cassazione, ovvero il rinvio ai giudici amministrativi per un nuovo giudizio. Biagini sottolinea che, come era prevedibile, dopo le sentenze del Tar Lazio del 15 e 20 dicembre 2023, anche il Consiglio di Stato è intervenuto per riaffermare la superiorità del diritto dell’Unione europea.
Questo nuovo pronunciamento dei giudici amministrativi, secondo Biagini, non solo ha riaffermato tutti i principi derivati dal diritto dell’Unione europea stabiliti dalla sentenza del novembre 2021, ma ha anche dichiarato inefficaci le proroghe delle concessioni demaniali previste dal “Milleproroghe Meloni” del 2022.
Biagini cita un passaggio della sentenza del Consiglio di Stato che afferma: “Le norme nazionali che hanno disposto, e che in futuro dovessero ancora disporre, la proroga automatica delle concessioni demaniali marittime per finalità turistico-ricreative sono in contrasto con il diritto dell’Unione europea. Pertanto, non devono essere applicate né dai giudici né dalla pubblica amministrazione”
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