Concessioni spiagge, Biagini attacca: "Il Comune di Rimini prende in giro i cittadini"
Il presidente di Mare Libero torna a sollecitare sulle aste
Roberto Biagini, presidente dell'associazione Mare Libero, torna sul tema delle concessioni balneari, chiamando in causa il Comune di Rimini, che con la delibera 504 del 2023, aveva attribuito al nuovo Piano dell'Arenile la funzione di cornice preparatoria necessaria per definire i contenuti delle aste con cui sarebbero state assegnate le concessioni. Posizione, evidenzia Biagini, ribadita un anno dopo con la delibera 526. Ma ad oggi, gennaio 2026, non ci sono novità in merito.
"Al netto della contestazione giuridica ormai avallata dalla giurisprudenza conforme dei Tar e del Consiglio di Stato che hanno sgamato e disintegrato la scusa banale e volutamente ostruzionista assunta dai comuni costieri italiani per continuare la loro vergognosa opera dilatoria e di marchettificio politico nei confronti della lobby dei balneari scaduti, pubblicando sentenze che affermano che l'assenza di un piano urbanistico aggiornato non possa giustificare l'inerzia nell'indizione delle gare, in quanto i bandi potrebbero comunque basarsi sulla pianificazione vigente o su criteri di salvaguardia, è un dato, purtroppo, evidente che ad oggi, 20 Gennaio 2026, nonostante i proclami roboanti dei mesi scorsi il Comune di Rimini ancora non ha pubblicato nessun bando per l’assegnazione delle zone di spiaggia nonostante l’ approvazione definitiva dello strumento urbanistico avventa da 4 mesi, settembre 2025", attacca Biagini, che accusa l'amministrazione di prendere in giro i cittadini riminesi, volendo "procrastinare lo stato di illegittimità della situazione anche per il 2026".
"Non regge neppure la scusa, precedentemente assunta. della mancanza del decreto indennizzi, ritenuto fondamentale per procedere alle pubbliche evidenze. A Rimini nessuno deve e potrà essere indennizzato di alcunché, in quanto tutto quello che ad oggi è collocato sull’arenile (cabine, giochi, chioschi) è considerato opera di facile rimozione e quindi non indennizzabile a priori e in ogni caso, per obbligo contrattuale firmato e quindi accettato esplicitamente dai concessionari, oggetto di rimozione a concessione scaduta". attacca Biagini, che reclama una spiaggia "liberata da tutto quello che c'è sopra" con i bandi che dovranno avere come oggetto "solo zone di spiaggia nude e crude".
L'idea di bandire solo alcune zone del litorale, secondo Biagini, non sarebbe soluzione: ma le zone non coperte da bando dovranno rimanere libere e gratuite.
Mare Libero, chiosa Biagini, rimarrà in allerta e perseguirà tutte le strade, anche legali, per ripristinare "la legalità violata e per tutelare il diritto di tutti di utilizzare gratuitamente e senza rendere conto a nessuno del bene comune spiaggia”.
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