Crac Giacomelli: no a patteggiamento Gabriella Spada
Altro colpo di scena al processo per il crac dell’azienda di abbigliamento sportivo Giacomelli in corso a Rimini, dopo le pesanti condanne inflitte agli amministratori due settimane fa. Oggi, dopo l’u...
Altro colpo di scena al processo per il crac dell’azienda di abbigliamento sportivo Giacomelli in corso a Rimini, dopo le pesanti condanne inflitte agli amministratori due settimane fa. Oggi, dopo l’ultimo rinvio, era sotto giudizio Gabriella Spada, ex moglie del titolare Emanuele Giacomelli (già condannato a 9 anni e 4 mesi per associazione a delinquere finalizzata alla bancarotta fraudolenta): per lei difesa e accusa avevano raggiunto da un anno l’accordo su una pena di 4 anni e 8 mesi. Ma all’udienza preliminare il Gup Stefania Di Rienzo si è rifiutata di sottoscrivere le richieste di patteggiamento da parte della Spada e della madre di lei, Angela Lenzi. Non solo: ha rimesso gli atti del processo al presidente del Tribunale, che adesso dovrà assegnare il procedimento a un altro magistrato e fissare una nuova data per l’udienza. Secondo il Gup le pene non erano sufficienti per gli imputati e si è detta contraria alle attenuanti generiche, poiché le "modalità spiccatamente fraudolente" e la numerosità degli "episodi criminosi", nonché il "mascheramento delle perdite con emorragie di ingenti capitali distratti", non ne consentono a suo avviso la concessione. Gli avvocati della Spada, che pensavano di essere giunti al capitolo finale della vicenda, ora devono pensare a nuovi ricorsi. Probabilmente riproporranno la stessa richiesta di patteggiamento, questa volta al giudice del dibattimento.
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