Crisi Aeffe, oltre 200 lavoratori a rischio: "Un ferita aperta per la Regione Emilia Romagna"

"La Regione è disponibile ad accompagnare l’azienda, non vogliamo rassegnarci a perdere tutta questa ricchezza”

A cura di Riccardo Giannini Redazione
24 marzo 2026 15:49
Crisi Aeffe, oltre 200 lavoratori a rischio: "Un ferita aperta per la Regione Emilia Romagna" - Aeffe Spa di San Giovanni in Marignano PH Google
Aeffe Spa di San Giovanni in Marignano PH Google
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Monitorare l’andamento della crisi di Aeffe. Alice Parma ed Emma Petitti (Pd) interpellano la Regione affinché si attivi per monitorare l’andamento della crisi di Aeffe, con particolare riferimento agli impatti occupazionali sullo stabilimento di San Giovanni in Marignano.

“In questo quadro di crisi, le sigle sindacali ed i lavoratori del Gruppo Aeffe si sono da subito attivati per accertare la tutela dei posti di lavoro nell’azienda”, spiega Parma e anche in ragione “della rilevante incidenza degli oltre 200 esuberi dichiarati”, di cui il 78 per cento riguardanti lo stabilimento di San Giovanni in Marignano, in provincia di Rimini, “resta indispensabile e non più procrastinabile un confronto di merito sugli strumenti alternativi ai licenziamenti”.

“La Regione si è attivata sin da subito, sostenendo che prima di qualsiasi taglio dovessero essere utilizzati tutti gli ammortizzatori sociali disponibili, come previsto anche dagli accordi sottoscritti e confermando la propria disponibilità a convocare un tavolo istituzionale con enti locali e parti sociali”, ricorda la consigliera.

Le esponenti dem sostengono che la Regione Emilia-Romagna è sempre stata parte attiva nelle attività di salvaguardia dei posti di lavoro e la impegnano ad attivarsi per monitorare l’andamento della crisi di Aeffe, dell’istanza di accesso alla Composizione Negoziata della Crisi d’Impresa e dell’avvio della procedura di licenziamento collettivo, con particolare attenzione agli impatti occupazionali sullo stabilimento di San Giovanni in Marignano, facendosi portavoce dei diritti dei lavoratori e delle lavoratrici della filiera della moda del territorio. Inoltre, chiedono di promuovere, anche in raccordo con il governo e le parti sociali, strumenti di sostegno e ammortizzatori sociali “favorendo soluzioni alternative ai licenziamenti, in un’azienda storica e fondamentale per la Fashion Valley emiliano-romagnola”.

A rispondere l’assessore al lavoro, Giovanni Paglia: “È una ferita aperta per la nostra Regione: sono licenziamenti che si sono aperti in grande numero per 221 persone e chiusi in assenza di un accordo con le parti sindacali. Ad oggi sono state coinvolte 70 unità di personale. L’auspicio è che ci si fermi qui, ma è un augurio amaro. Sulle politiche attive, la Regione ha già preso in carico un lavoratore, altri 30 saranno presi in carico a breve e tutti gli altri devono ancora espletare il periodo dei tre mesi di preavviso previsti dalla normativa, per poi essere presi in carico. Il Centro per l'impiego di Rimini offrirà possibilità di formazione e a tutti sarà garantito aiuto. Sul futuro dell’azienda, siamo nella fase complessa del reperimento di investitori, ricordando che il tema della tutela occupazionale deve essere il primo nella scelta di un investitore. Dobbiamo garantire il marchio, i lavoratori e la prospettiva di rilancio. La Regione è disponibile ad accompagnare l’azienda, non vogliamo rassegnarci a perdere tutta questa ricchezza”.

Alice Parma ha replicato ringraziando l’assessore per la risposta: “Credo sia importante segnalare la ricchezza industriale e il lavoro di qualità. Ancora più importante essere in campo per tutelare l'occupazione, dato che si tratta prettamente di lavoratrici. Dobbiamo continuare a stare accanto all’azienda, alle lavoratrici, a Rimini e al suo comparto industriale”.

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