Crisi del gasolio, la pesca riminese rischia il collasso. Montini: "Servono misure"
L'appello dell'assessora all'ambiente del Comune di Rimini
L’aumento improvviso del prezzo del gasolio sta mettendo in seria difficoltà il comparto della pesca, anche a Rimini. A denunciarlo è l’assessora comunale Anna Montini, che richiama l’attenzione sugli effetti indiretti del conflitto in Medioriente, già evidenti sull’economia locale.
«Le marinerie italiane – e tra queste anche quelle romagnole e riminesi – si trovano a fare i conti con un aumento lampo del carburante, passato in pochi giorni da 0,64 a 1,10 euro al litro», spiega Montini. Una crescita che si somma alle difficoltà di approvvigionamento dovute alla ridotta capacità delle petroliere di raggiungere i porti nazionali. «Il carburante incide per circa il 40% sui costi di gestione delle imbarcazioni: è evidente quanto questo scenario sia insostenibile».
Per far fronte all’emergenza, la Cooperativa Pescatori di Rimini ha già rimodulato le uscite in mare, introducendo un sistema di turnazione che garantisce 48 ore per ciascuna imbarcazione, contro le 72 previste dal Ministero. Una scelta necessaria per assicurare comunque la continuità del pescato sui banchi dei mercati cittadini.
«Si tratta di una soluzione tampone – sottolinea Montini – ma l’incertezza del quadro internazionale alimenta forti preoccupazioni per il futuro dell’intero settore». Da qui l’appello allo Stato affinché valuti l’introduzione di misure di sostegno a tutela della pesca e delle comunità che da essa dipendono.
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