Da Rimini a Brera, un incontro sulla violenza psicologica

Il 20 ottobre il Centro Internazionale di Brera ospita il progetto ideato da Calí Velela e Milena Renzi. Ad aprire l’incontro sarà Fabio Roia, presidente del Tribunale di Milano

A cura di Redazione Redazione
24 settembre 2026 10:08
Da Rimini a Brera, un incontro sulla violenza psicologica - Calí Velela e Milena Renzi
Calí Velela e Milena Renzi
Condividi

Ci sono violenze che non lasciano lividi, ma possono erodere lentamente la fiducia, la libertà e la capacità di scegliere. È da questa dimensione spesso invisibile che nasce "La violenza che non lascia lividi", l’incontro ideato dalla psicologa clinica e autrice Calí Velela insieme alla scrittrice e giornalista Milena Renzi, in programma martedì 20 ottobre alle 18 al Centro Internazionale di Brera, Antica Libreria di Brera, a Milano.

Il progetto parte da Rimini e arriva nel cuore culturale milanese con l’obiettivo di affrontare la manipolazione psicologica attraverso psicologia, letteratura, testimonianza, arte e cultura. L’iniziativa, gratuita e senza scopo di lucro, è patrocinata dal Centro Internazionale di Brera e dal Comune di San Giovanni in Marignano. Ad aprire l’incontro sarà Fabio Roia, presidente del Tribunale di Milano e magistrato da lungo tempo impegnato sui temi della violenza di genere. Sarà presente anche Elena Lattuada, delegata del sindaco di Milano alle Pari Opportunità di genere, mentre San Giovanni in Marignano sarà rappresentato dal consigliere comunale Samuele Cinquilli, delegato alle Politiche giovanili. A moderare il confronto sarà Maria Teresa Infante La Marca, scrittrice e poetessa e ideatrice del premio "Ciò che Caino non sa". Il percorso proposto dalle due ideatrici parte dalla progressione con cui la violenza psicologica può svilupparsi: "dalla fiducia all’asimmetria, dalla manipolazione alla confusione, dall’isolamento alla paura", fino alla perdita della capacità di autodeterminarsi. Il punto centrale, però, non sarà la rappresentazione del dolore, quanto la possibilità di riconoscerlo e dare un nome a ciò che sta accadendo.

A sostenere il progetto è anche la Fondazione Giulia Cecchettin, che ha espresso apprezzamento per l’iniziativa e per il lavoro dedicato a sensibilizzazione, prevenzione ed educazione. "È anche grazie a voi se la Fondazione Giulia Cecchettin può continuare il suo lavoro di sensibilizzazione, prevenzione ed educazione", si legge nel messaggio rivolto alle organizzatrici. Il programma coinvolgerà inoltre personalità provenienti da ambiti diversi. Tra gli ospiti figurano Rodolfo Vettorello e Giovanni Ronzoni, indicati al Premio Nobel per la Letteratura, la giovane poetessa Emma Renzi e gli artisti Angelo Bonazzoli, sopranista specializzato nel repertorio barocco, e il pianista Mateus Gardellini. Al centro anche le opere delle due ideatrici, tra letteratura e riflessione sulla violenza. Non un convegno tradizionale, dunque, ma un incontro costruito attorno a una domanda: cosa accade quando una persona smette progressivamente di riconoscere come propria la propria vita? E soprattutto, come si ricomincia? La risposta scelta da Velela e Renzi passa dalla riconquista dell’identità e della voce: "Io sono Calí". "Io sono Milena".

Le migliori notizie, ogni giorno, via e-mail