"Ho trovato lavoro, ma non una casa": a Rimini la storia di una 29enne alle prese con l'emergenza abitativa

Inizierà a lavorare mercoledì, ma le risorse non le consentono di mantenere a lungo una stanza di residence: dovrà arrivare almeno al primo stipendio

22 settembre 2026 16:17
"Ho trovato lavoro, ma non una casa": a Rimini la storia di una 29enne alle prese con l'emergenza abitativa - Case popolari, affitto, alloggio REPERTORIO
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Una testimonianza sull'emergenza abitativa a Rimini arriva da V.M., una giovane di 29 anni, originaria del cesenate e con residenza nel bolognese, che ha trovato lavoro in città in una cooperativa. È la testimonianza di una giovane che cerca di sbarcare il lunario, ma è alle prese con le difficoltà di chi, usando le sue stesse parole, "pur riuscendo a trovare un lavoro, non riesce a trovare un posto dove vivere". La giovane inizierà a lavorare domani (mercoledì 23 settembre), ma rischia di passare le prossime notti all'addiaccio, come da lei confidato. Le sue risorse economiche non le consentono di rimanere alloggiata a lungo in hotel o residence. Attualmente è alloggiata in un residence a Riccione, una soluzione non conveniente neppure dal punto di vista logistico: "Sì, è anche difficile spostarmi, non avendo un mezzo mio. Il rischio concreto è di non poterlo mantenere, perché non ho una casa". "Mi trovo davanti a un sistema - evidenzia - nel quale, da una parte, mi viene chiesto di lavorare per tornare ad essere economicamente indipendente, ma dall'altra le condizioni necessarie per riuscire a lavorare, un posto dove dormire e la possibilità di mangiare, diventano difficili da conciliare con il lavoro stesso". Il problema non riguarda soltanto l'alloggio: "Anche riuscire a mangiare diventa complicato quando si lavora. Strutture come la Caritas hanno i loro orari. Io stacco alle 13.30, se volessi andare lì non potrei comunque andare". I servizi sociali non possono prendere a carico la 29enne, non essendo residente a Rimini. "Non la trovo una cosa giusta. Ma non sto cercando una casa o di vivere indefinitamente a carico dei servizi. Intanto cerco una soluzione temporanea che mi permetta di lavorare, arrivare al primo stipendio e poi pagare autonomamente una stanza". La 29enne ha deciso di raccontare la sua personale esperienza in quanto la sua situazione è comune ad altre persone: "Uno può essere disposto a lavorare, cercare una casa e mantenersi autonomamente, ma poi si trova bloccato perché non riesce a superare il periodo che separa l'inizio del lavoro dal momento in cui arriverà il primo stipendio".

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