Da Rimini alla casa della ex: il viaggio di Keber prima di uccidere Tania Terrin

Era sulla Riviera romagnola quando ha ricominciato a contattare la ex compagna Tania Terrin. Poi ha lasciato Rimini ed è partito verso casa della donna. Domenica il ritrovamento del corpo

A cura di Redazione Redazione
19 agosto 2026 09:00
Da Rimini alla casa della ex: il viaggio di Keber prima di uccidere Tania Terrin  - La vittima, Tania Terrin
La vittima, Tania Terrin
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Era in spiaggia a Rimini con gli amici, ma con la testa altrove. Dal suo telefono partivano una dopo l'altra telefonate e messaggi diretti alla sua ex compagna, Tania Terrin. Lei non rispondeva e lui le continuava a scrivere. Poi alla vigilia di Ferragosto ha lasciato la Riviera, ha abbandonato gli amici con cui era in vacanza e si è messo in macchina verso il Veneziano, dove domenica Tania è stata trovata morta nella sua casa di Camponogara.

È il passaggio che lega Rimini al femminicidio di Tania, 39 anni, uccisa dal suo ex compagno Dino Keber, 43 anni. L'uomo si trovava sulla Riviera romagnola per trascorrere il Ferragosto quando, venerdì 14, ha ricominciato a cercare con insistenza la donna. Telefonate e messaggi si sono susseguiti mentre lui era ancora in Romagna. Tania non rispondeva. Keber, a quel punto, ha interrotto la vacanza ed è partito verso Camponogara. Le telecamere della zona lo hanno ripreso nella serata di sabato mentre si aggirava intorno all'abitazione della ex. Poi è entrato nell'appartamento. Domenica è stato l'allarme lanciato dalla madre della donna a far scattare l'intervento dei carabinieri. Tania è stata trovata senza vita sul divano. In casa non sono stati rilevati segni di effrazione e sul tavolo c'erano due bicchieri. Secondo la ricostruzione degli investigatori, la donna potrebbe aver aperto la porta al suo ex senza immaginare cosa sarebbe accaduto. Keber, dopo aver ucciso Tania strangolandola, è tornato a Dolo, dove viveva e si è tolto la vita impiccandosi nella sua officina.

La tragedia arriva al termine di una relazione già segnata dalla violenza. Tania aveva denunciato l'ex compagno il 22 aprile scorso, raccontando ai carabinieri di una convivenza iniziata nell'aprile 2025 e interrotta dopo appena due mesi per il comportamento sempre più controllante dell'uomo. La donna aveva raccontato anche di un'aggressione avvenuta a dicembre e di un episodio, il 19 aprile, in cui Keber le aveva stretto le mani al collo fino a farle perdere i sensi. Proprio il tentato strangolamento aveva fatto scattare il codice rosso.

A giugno era stato emesso nei confronti dell'uomo un ammonimento. I carabinieri avevano inoltre intensificato la vigilanza nei pressi dell'abitazione di Tania. Tra i due, dopo quel provvedimento, era seguito un periodo di apparente calma. La donna non aveva ritirato la denuncia, ma i due avevano continuato ad avere contatti, arrivando anche a cenare insieme. Keber aveva alle spalle altre tre denunce per lesioni presentate da altre ex compagne, nel 2002, nel 2010 e nel 2021. In tutti i casi le querele erano state ritirate.

Ora gli investigatori stanno analizzando i telefoni dei due e le immagini delle telecamere della zona per ricostruire le ultime ore di Tania. Ma nella sequenza che porta alla sua morte c'è un passaggio che riguarda direttamente Rimini: la vacanza sulla Riviera, le telefonate e i messaggi partiti mentre Keber era ancora qui, poi la decisione di lasciare gli amici e mettersi in viaggio verso Camponogara.

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