Dalle molestie al tentativo di investirla: l'incubo di una 56enne riminese. Agente nei guai
La vittima si costituirà parte civile contro l'ex compagno
Un agente della polizia penitenziaria riminese di 53 anni è accusato di violenza sessuale aggravata, stalking e lesioni personali nei confronti della compagna 56enne. Il pm Davide Bertuzzi ha chiesto il rinvio a giudizio al termine delle indagini dei carabinieri di Viserba. L’udienza preliminare, davanti alla giudice Raffaella Ceccarelli, è fissata a metà maggio.
Secondo la denuncia, tra l’estate 2024 e quella successiva l’uomo avrebbe costretto la donna in due occasioni a subire atti sessuali contro la sua volontà. In un caso, durante un tentativo di riavvicinamento in casa, l’avrebbe spinta in camera abusando di lei; al termine le avrebbe detto di averlo fatto “per tornare uniti”. In un’altra occasione, con la scusa di un massaggio, avrebbe proseguito con molestie.
Alle violenze si aggiungerebbero comportamenti persecutori: minacce, insulti e scenate di gelosia anche in pubblico. Contestate inoltre aggressioni fisiche, tra cui una stretta al collo in un parcheggio, una caduta a terra durante una vacanza e un episodio in cui avrebbe tentato di investirla. La donna ha riportato lesioni con prognosi fino a 20 giorni. La parte offesa è assistita dall’avvocata Aidi Pini e si costituirà parte civile.
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