Dalle vendite porta a porta alle estorsioni: truffe anche nel riminese
Il sistema criminale, radicato nel padovano, avrebbe colpito anziani soli in decine di province italiane, compresa Rimini
Ci sono anche riminesi tra le vittime delle truffe scoperte dalla Guardia di Finanza di Padova. Martedì mattina i finanzieri hanno eseguito 5 misure cautelari personali, di cui una in carcere e due degli arresti domiciliari nonché un sequestro preventivo del profitto dei reati di 2,5 milioni di euro.
I Finanzieri hanno disarticolato una strutturata associazione a delinquere – radicata nel padovano ma attiva in tutta Italia – finalizzata a commettere una serie di estorsioni e truffe a donne anziane.
Dieci persone, tutte di nazionalità italiana, sono state denunciate.
Le indagini, avviate nell’ambito dei controlli economici sul territorio, hanno portato alla luce un articolato sistema di truffe ai danni di anziani e persone fragili. Gli investigatori hanno notato per mesi alcuni soggetti frequentare locali esclusivi e muoversi con auto di lusso, nonostante redditi dichiarati incompatibili con tale tenore di vita. Gli accertamenti hanno evidenziato anomalie anche nella società da loro gestita, la cui clientela era composta esclusivamente da donne ultrasessantenni.
Secondo quanto ricostruito, il gruppo agiva con vendite porta a porta, utilizzando elenchi di nominativi acquistati e prendendo di mira anziani soli, casalinghe e pensionati. Con tecniche persuasive riuscivano a entrare nelle abitazioni e convincevano le vittime di essere obbligate, per presunti contratti pregressi, ad acquistare costosi prodotti per la casa e dispositivi elettromedicali di scarso valore.
Gli acquisti, per importi tra i 5.000 e i 7.000 euro, venivano finanziati tramite credito al consumo, aggravando la situazione economica delle vittime. In diversi casi i venditori tornavano più volte, imponendo nuovi ordini e la rimodulazione dei finanziamenti. Emblematico il caso di un’anziana costretta a spendere 22.000 euro in tre anni. In caso di rifiuto, il gruppo minacciava azioni legali, configurando anche ipotesi di estorsione.
Più di 1200 sono le vittime residenti non solo a Padova, ma anche in altre province, tra cui, principalmente, Alessandria, Ancona, Arezzo, Asti, Belluno, Bergamo, Bologna, Bolzano, Brescia, Como, Cremona, Cuneo, Ferrara, Firenze, Forlì Cesena, Genova, Gorizia, Grosseto, Lecco, Lodi, Lucca, Macerata, Mantova, Milano, Modena, Monza-Brianza, Novara, Parma, Urbino, Pavia, Perugia, Pesaro, Piacenza, Pordenone, Prato, Ravenna, Reggio Emilia, Rimini, Rovigo, Savona, Siena, Sondrio, Torino, Trento, Treviso, Trieste, Udine, Varese, Venezia, Vercelli, Verona, Vicenza.
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