"Disabili gratuiti", ma il biglietto viene fatto pagare: la denuncia di una famiglia

La lettera di una famiglia dopo la visita a San Marino: "Ci hanno detto che l’agevolazione spettava solo a chi è in sedia a rotelle"

A cura di Redazione Redazione
02 ottobre 2026 08:54
"Disabili gratuiti", ma il biglietto viene fatto pagare: la denuncia di una famiglia - San Marino
San Marino
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Una famiglia denuncia un episodio avvenuto sabato scorso durante una visita a San Marino. Al centro della segnalazione, il mancato riconoscimento dell'agevolazione prevista per un bambino con disabilità e, secondo il genitore, la richiesta di fornire pubblicamente informazioni sulla sua condizione.

"Quella che doveva essere una tranquilla gita del fine settimana a San Marino per regalare qualche ora di svago a mio figlio di 9 anni si è trasformata in un'esperienza che ci ha profondamente feriti", racconta il genitore in una lettera giunta in redazione.

La famiglia aveva deciso di visitare un museo. Prima della partenza, spiega, era stato consultato il sito internet della struttura, dove viene indicata la gratuità per le persone con disabilità.

"Arrivati alla biglietteria, convinto di trovarmi di fronte a un luogo inclusivo, ho esibito i documenti ufficiali: la Carta Europea della Disabilità (Disability Card) e il regolare verbale INPS del bambino".

Secondo quanto riferito nella lettera, però, l'agevolazione non sarebbe stata riconosciuta e alla famiglia sarebbe stato chiesto di acquistare il biglietto intero. "La motivazione? Secondo quanto affermato “l'omaggio spetta solo a chi è in sedia a rotelle”", scrive il genitore, riferendo le parole della persona alla biglietteria.

Una situazione che, prosegue, lo avrebbe costretto a spiegare pubblicamente la condizione del figlio. "Mi sono ritrovato a dover descrivere a voce e pubblicamente la patologia neurocomportamentale di mio figlio nel tentativo disperato di difendere un suo diritto".

Il genitore contesta in particolare l'idea che la disabilità debba essere necessariamente visibile: "La disabilità non si misura con la presenza di una carrozzina: esistono le disabilità invisibili, e non per questo sono meno gravi o meno meritevoli di rispetto".

"Ho deciso di scrivervi e di metterci la faccia perché trovo inaccettabile che nel 2026 i genitori debbano ancora subire queste umiliazioni", conclude il genitore. E richiama la necessità di una maggiore attenzione al tema dell'accessibilità: "Servono direttive rigide e una seria formazione del personale. Nessun genitore dovrebbe mai più essere costretto a “giustificare” o “mettere in piazza” la patologia del proprio figlio per ottenere ciò che gli spetta di diritto".

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