Disturbi alimentari, la storia di Lorenzo ucciso dall’anoressia: 'Ho creato la San Patrignano per chi lotta col cibo'
Il progetto sarà presentato oggi, 15 marzo, nella XIV Giornata del Fiocchetto Lilla

«Non stavo bene nella mia pelle, così ho preferito morire.» Con queste parole, Lorenzo Seminatore, ventenne, raccontava la sua lotta contro l’anoressia. Una malattia subdola, capace di trascinare chi ne soffre in un vortice oscuro, senza via di ritorno.
Dalla sua storia dolorosa è nata Così come sei, associazione fondata nel 2020 a Torino da sua madre, Francesca Lazzari, per prevenire i disturbi alimentari. Insieme a «Mi nutro di vita» e «Perle Onlus», fa parte della Fondazione Fiocchetto Lilla, che ha recentemente acquisito una struttura a San Sebastiano Curone (AL), dove sorgerà FattoLilla.
«Vogliamo creare uno spazio autosostenibile, radicato nel territorio, che aiuti le persone non solo a guarire, ma a ricostruire la propria identità e acquisire competenze per il futuro», spiega Lazzari. «Un po’ una “San Patrignano” destinata a chi soffre di disturbi alimentari.» L’idea è offrire una seconda possibilità a chi lotta contro queste patologie, colmando il vuoto tra il trattamento medico e il reinserimento sociale.
Il progetto sarà presentato oggi, 15 marzo, nella XIV Giornata del Fiocchetto Lilla. Intanto, a Torino, il centro diurno «Ci vediamo a CasaOz» accoglie minori con disturbi alimentari o a rischio di isolamento, offrendo loro un ambiente di integrazione e continuità con la vita quotidiana.
Una rete di supporto concreta per trasformare il dolore in speranza.