Il “mare verde” tra Modena e Reggio Emilia, l'opera idraulica mastodontica che protegge l’Emilia Romagna
Scopri la Cassa di espansione del Secchia tra Modena e Reggio Emilia: ingegneria idraulica e bird-watching unico in Emilia Romagna.

Un’opera idraulica mastodontica che protegge l’Emilia Romagna
Tra i comuni di Campogalliano e Rubiera, immersa nella pianura fertile tra Modena e Reggio Emilia, sorge una delle più imponenti opere di ingegneria idraulica del Paese: la Cassa di espansione del Secchia. Questa gigantesca area di laminazione è stata progettata negli anni ’80 dopo le drammatiche piene che misero a rischio l’intera valle del fiume Secchia, uno dei principali affluenti del Po. L’intervento nacque per risolvere un problema millenario: le piene improvvise del fiume, che per secoli avevano causato esondazioni e danni alle campagne circostanti.
La cassa è in grado di accogliere fino a 27 milioni di metri cubi d’acqua: in caso di emergenza, enormi paratoie vengono aperte e l’area agricola si trasforma in poche ore in un lago artificiale lungo oltre sei chilometri e largo quasi due. L’impatto visivo è straordinario: laddove fino al giorno prima pascolavano bovini e si coltivava grano, compare un mare interno che rallenta e trattiene la piena, salvando centri abitati come Modena e Campogalliano. Oggi la struttura è gestita dall’Agenzia Interregionale per il fiume Po, che ne coordina la manutenzione e le attività di monitoraggio.
Ma la sua storia non si limita alla funzione tecnica: durante l’alluvione del 2014, la cassa fu al centro di un intervento d’emergenza che evitò danni ancora più devastanti. Quell’evento spinse a potenziare le infrastrutture e a migliorare la gestione delle acque, rendendo la cassa un modello studiato in tutta Europa per l’equilibrio tra sicurezza e rispetto ambientale.
Un paradiso per il bird-watching nel cuore della pianura
Se l’ingegneria la rese possibile, la natura ha fatto il resto. Col passare degli anni, le zone umide della cassa si sono trasformate in un habitat di straordinaria ricchezza biologica. Gli invasi temporanei, le cannucciate e i boschetti igrofili hanno attirato centinaia di specie di uccelli. Tra i protagonisti più affascinanti figurano gli aironi cenerini, le eleganti garzette, i velocissimi falchi di palude e il rarissimo cavaliere d’Italia con le sue lunghe zampe rosse.
Durante le migrazioni primaverili e autunnali, la cassa diventa una tappa cruciale lungo la rotta padana, ospitando stormi di anatidi e limicoli che vi sostano per nutrirsi e riposare prima di proseguire verso l’Africa o l’Europa settentrionale. Non a caso, l’area è stata riconosciuta come Zona di Protezione Speciale (ZPS) nell’ambito della rete europea Natura 2000, che tutela i luoghi più importanti per la biodiversità.
Il sito è anche un punto di riferimento per appassionati e fotografi naturalisti: la LIPU organizza visite guidate, laboratori didattici e sessioni di osservazione da torrette panoramiche e capanni mimetici, offrendo un’esperienza immersiva che unisce educazione ambientale e turismo sostenibile. Non di rado, oltre agli uccelli, è possibile avvistare anche anfibi, rettili e piccoli mammiferi tipici delle zone umide della Pianura Padana.