Documenti falsi per lavorare in Italia: tre arresti in un hotel della riviera riminese
Avevano carte d'identità romene, ma erano georgiani
Nella mattinata del 4 giugno, nell'ambito di un'attività finalizzata al contrasto del falso documentale e dell'immigrazione irregolare, la Polizia di Frontiera di Rimini ha arrestato tre cittadini georgiani al termine di un controllo mirato effettuato presso una struttura ricettiva della costa riminese.
L'operazione, condotta da personale specializzato, ha portato all'individuazione di tre dipendenti della stessa catena alberghiera - due donne e un uomo - trovati in possesso di carte d'identità apparentemente rilasciate dalle autorità romene. I documenti, pur riportando le fotografie dei possessori, contenevano generalità diverse da quelle risultanti dai documenti autentici emessi dallo Stato georgiano, di cui i tre sono risultati cittadini.
Gli accertamenti successivi hanno inoltre permesso di verificare che l'uomo, identificato con le iniziali K.G., si trovava sul territorio nazionale in violazione di un decreto di espulsione emesso dal Prefetto di Salerno nel maggio 2022.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l'utilizzo dei documenti contraffatti avrebbe consentito ai tre di celare la propria reale identità, aggirare la normativa in materia di immigrazione e accedere al mercato del lavoro italiano alle stesse condizioni previste per i cittadini dell'Unione Europea o per gli stranieri regolarmente soggiornanti.
Grazie alle verifiche tecniche effettuate dagli agenti della Polizia di Frontiera, i tre sono stati arrestati e, nella mattinata successiva, sono comparsi davanti al giudice del Tribunale di Rimini per il processo con rito direttissimo. Il magistrato ha convalidato gli arresti.
Al termine delle procedure giudiziarie, i tre cittadini stranieri sono stati affidati all'Ufficio Immigrazione per gli adempimenti di competenza.
Dall'inizio dell'anno, la Polizia di Frontiera di Rimini ha già arrestato sei persone per possesso di documenti falsificati e denunciato altre nove persone in stato di libertà per diversi reati. Nello stesso periodo sono stati effettuati circa cinquanta respingimenti alla frontiera e sono state elevate sanzioni amministrative per un importo complessivo di circa 60 mila euro.
21.8°