Emergenza casa, scontro sul Piano Meloni: Colombo difende le misure, opposizioni parlano di “emergenza ignorata”

Da un lato Fratelli d’Italia rivendica il Piano del Governo come risposta strutturale alla crisi abitativa, dall’altro associazioni e opposizioni denunciano l’assenza di misure adeguate

A cura di Michela Alessi Redazione
23 giugno 2026 14:57
Emergenza casa, scontro sul Piano Meloni: Colombo difende le misure, opposizioni parlano di “emergenza ignorata” -
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Il tema dell’emergenza abitativa torna al centro del dibattito politico, con posizioni nettamente contrapposte sul nuovo Piano Casa del Governo Meloni e sulle sue ricadute anche per il territorio riminese.

Da un lato la deputata di Fratelli d’Italia Beatriz Colombo rivendica la portata dell’intervento governativo, definendolo “una risposta concreta e strutturale” a un problema che riguarda anche la provincia di Rimini.

Le dichiarazioni di Beatriz Colombo:

«Il Piano Casa del Governo Meloni rappresenta una risposta concreta e strutturale ad un'emergenza che riguarda anche il nostro territorio. Nella provincia di Rimini, dove il costo degli affitti è aumentato negli ultimi anni e molte famiglie, giovani coppie e lavoratori stagionali faticano a trovare un'abitazione, servivano misure coraggiose e di lungo periodo».

«Il Governo mette in campo oltre 10 miliardi di euro in dieci anni per rendere disponibili almeno 100 mila nuovi alloggi, puntando sul recupero delle case popolari, sull'housing sociale e sulla collaborazione con gli investitori privati. È un intervento che potrà avere ricadute importanti anche per il nostro territorio, dove il tema della casa è ormai una delle principali emergenze sociali.»

«Penso ai tanti giovani che lavorano nel turismo, alle famiglie monoreddito, agli studenti e docenti, alle forze dell'ordine e sanitari, ai lavoratori stagionali che ogni anno arrivano sulla Riviera e che spesso si scontrano con canoni di locazione insostenibili. Non solo le categorie più fragili, esistono persone troppo 'benestanti' per accedere alla graduatoria delle case popolari ed al contempo troppo 'povere' per sostenere le richieste del mercato immobiliare soprattutto in riviera. Rendere disponibili nuovi alloggi a prezzi calmierati significa garantire maggiore stabilità sociale e sostenere anche il nostro sistema economico e turistico. Importante anche la decisione del Governo di accelerare il recupero degli immobili pubblici inutilizzati e di contrastare le occupazioni abusive, restituendo legalità e nuove opportunità abitative ai cittadini. Ancora una volta il Governo Meloni dimostra di non limitarsi agli annunci, ma di mettere in campo risorse, programmazione e strumenti concreti per affrontare i problemi degli italiani. Il provvedimento introduce misure per rendere più efficaci e tempestive le procedure per la liberazione degli immobili occupati abusivamente ed il rilancio del Fondo di garanzia per l'acquisto della prima casa. La casa torna finalmente al centro della politica, resta un bene primario e finalmente un Governo che risponde alle esigenze abitative degli italiani.»

Dall’altra parte, però, arriva una lettura completamente diversa del provvedimento. Le opposizioni criticano infatti l’impianto del Piano Casa, ritenendo che non affronti in modo adeguato le principali emergenze abitative e che non preveda risorse sufficienti per strumenti considerati fondamentali come il fondo per il sostegno all’affitto e quello per la morosità incolpevole.

Le dichiarazioni di ANPI Rimini, Casa del Popolo Macondo Rimini, Casa Don Gallo, Casa Madiba Network, Europa Verde Rimini, Mediterranea Saving Humans Rimini, Possibile Rimini, Rimini Ecosocialista:

Dopo 4 anni di attesa il governo Meloni ha approvato un Piano Casa che non risponde alle principali emergenze abitative, non finanzia il fondo morosità incolpevole e quello per il sostegno all’affitto per le famiglie che faticano ad arrivare a fine mese per gli alti costi dei canoni. Allo stesso tempo si accelerano gli sfratti e si favoriscono processi di privatizzazione e vendita del patrimonio pubblico continuando a destinare risorse e centralità agli operatori privati e alla finanza immobiliare. In questo contesto nazionale le Amministrazioni locali, in particolare di centro-sinistra, non possono restare a guardare.

Anche a Rimini il tema dell’accesso alla casa è un nervo scoperto che interessa fasce sempre più ampie di popolazione. Negli ultimi 10 anni vi è stato un raddoppio delle persone senza tetto; crescono gli alloggi sottratti al mercato residenziale a favore di quello turistico e degli affitti brevi; siamo una delle Province con il numero di alloggi popolari più basso e dove la spesa per l’affitto è arrivata a quasi il 50% del reddito disponibile; non vi è una regolamentazione degli staff hotel e delle strutture alberghiere che, in un panorama come quello descritto, sono diventati la soluzione abitativa per tantissimi lavoratorx, imponendo meccanismi speculativi e costi di affitto vergognosi: stanze doppie, senza l’uso della cucina né di altri servizi, per le quali vengono richieste cifre che superano i 1500€ e che spariscono dalla disponibilità nei mesi estivi, andando ad aumentare il numero della popolazione senzatetto e in precarietà abitativa. In questo quadro drammatico, non possiamo poi non considerare il dato legato alla tipologia di lavoro offerto: un’economia turistica che basa i suoi introiti su forme di lavoro sottopagato, non qualificato, povero che non consente una vita degna.

Ci chiediamo dove sia l’Amministrazione comunale in tutto questo. Abbiamo osservato una volontà politica nell'acquisizione di aree private abbandonate per trasformarle in verde pubblico e servizi turistici. Ci aspettiamo la stessa determinazione anche nell’aumentare il parco immobiliare degli alloggi pubblici, nell’applicare misure fiscali che vadano nella direzione di recuperare fondi da investire in politiche abitative locali, nel produrre interventi politici che si pongano la necessità di tutelare la residenzialità anziché solo attrarre turisti.

Per questo motivo aderiamo e saremo presenti al presidio pubblico promosso per martedì 23 giugno alle ore 18:00 dai sindacati presso il Consiglio comunale. Perché non vi può essere una città giusta senza un diritto all’abitare garantito a tuttx, perché l’abitare deve essere la priorità nell’agenda politica di questa Amministrazione.

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