Emergenza idrica, Mazzi chiede maggiore attenzione. "Servono nuove reti e invasi"
Il referente di Futuro Nazionale richiede un piano per gli acquedotti e il rilancio dei progetti delle dighe di Montefiorito e Calsecco
L’emergenza idrica che sta interessando in queste settimane Romagna e San Marino riporta al centro il tema della sicurezza degli acquedotti e della capacità di accumulo dell’acqua. A intervenire è Simone Mazzi, referente del comitato costituente di Futuro Nazionale Rimini 1596, consigliere comunale di Montefiore Conca e dell’Unione della Valconca, che chiede un piano di interventi sulle reti e il rilancio dei progetti per i nuovi invasi.
"È una realtà complessa con cui cittadini, imprese e agricoltori si trovano a dover fare i conti ogni giorno", afferma Mazzi, secondo cui "derubricare tutto ai soli effetti del cambiamento climatico o alla mancanza di piogge rischia di essere riduttivo". Il riferimento è soprattutto alle condizioni delle reti acquedottistiche. Secondo Mazzi, in Romagna e nel Riminese "si registrano ancora perdite inaccettabili lungo le tubature prima ancora che la risorsa arrivi nelle case". Da qui la richiesta di intervenire sulle infrastrutture: "Il silenzio non risolve i problemi. Dobbiamo superare le logiche del quieto vivere e affrontare con coraggio il necessario rinnovamento di reti ormai al collasso".
Anche San Marino, sottolinea Futuro Nazionale, è stata costretta a introdurre ordinanze restrittive per limitare l’utilizzo dell’acqua. Per Mazzi, episodi di questo tipo dimostrano che "non possiamo più limitarci a gestire le emergenze, contando i danni o correndo dietro alle rotture estive". Accanto al rifacimento delle reti, il movimento chiede di tornare a parlare degli invasi. Nel mirino c’è soprattutto la diga di Montefiorito, prevista in Valventena, al confine tra Montefiore Conca e Gemmano. "È imperativo assoluto tirare fuori dai cassetti progettuali la diga di Montefiorito", sostiene Mazzi. "Parliamo di un'opera fondamentale di cui si discute ciclicamente da troppo tempo, rimasta impantanata in attese infinite".
Secondo il progetto richiamato da Futuro Nazionale, l’invaso potrebbe creare un bacino per la raccolta delle acque montane. A questo intervento viene affiancata anche l’ipotesi della diga di Calsecco, nel territorio di Mercatino Conca. La richiesta finale è quindi quella di un piano complessivo. "Il rifacimento totale delle reti distributive e un piano straordinario per la realizzazione di nuovi invasi, a partire da Montefiorito, devono essere la priorità assoluta dell’agenda politica e istituzionale", conclude Mazzi.
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