Emilia Romagna, l'ipotesi Cpr divide il centrosinistra: Avs e M5S dicono no

Cpr in Regione, sinistra e sindacati all’attacco: "Modello fallimentare"

A cura di Glauco Valentini Redazione
12 febbraio 2026 07:11
Emilia Romagna, l'ipotesi Cpr divide il centrosinistra: Avs e M5S dicono no - Il presidente della Regione, Michele de Pascale
Il presidente della Regione, Michele de Pascale
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L’ipotesi di un Centro per i rimpatri (Cpr) in Emilia-Romagna, evocata dal presidente Michele de Pascale, apre un fronte politico nella maggioranza regionale. Avs e Movimento 5 Stelle si smarcano, ribadendo la loro contrarietà, mentre il centrodestra incalza chiedendo una posizione ufficiale della giunta.

De Pascale chiarisce di non difendere i Cpr così come sono stati finora, ma denuncia il fallimento del sistema delle espulsioni: «I cittadini non accettano che persone socialmente pericolose vengano arrestate ed espulse solo sulla carta». Per il presidente è necessario «sedersi a un tavolo» per rendere più efficaci le espulsioni e, allo stesso tempo, favorire l’integrazione di chi vuole lavorare e vivere regolarmente in Italia.

Dure le critiche di Rifondazione comunista e della Cgil, che ricordano le esperienze passate giudicate «drammatiche e fallimentari». Fratelli d’Italia ha presentato un’interrogazione per sapere se la Regione abbia già avviato contatti con il Governo, mentre Forza Italia accoglie con favore l’apertura di De Pascale, definendola una risposta concreta ai problemi di sicurezza nei territori.

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