Emilia Romagna, l'ipotesi Cpr divide il centrosinistra: Avs e M5S dicono no
Cpr in Regione, sinistra e sindacati all’attacco: "Modello fallimentare"
L’ipotesi di un Centro per i rimpatri (Cpr) in Emilia-Romagna, evocata dal presidente Michele de Pascale, apre un fronte politico nella maggioranza regionale. Avs e Movimento 5 Stelle si smarcano, ribadendo la loro contrarietà, mentre il centrodestra incalza chiedendo una posizione ufficiale della giunta.
De Pascale chiarisce di non difendere i Cpr così come sono stati finora, ma denuncia il fallimento del sistema delle espulsioni: «I cittadini non accettano che persone socialmente pericolose vengano arrestate ed espulse solo sulla carta». Per il presidente è necessario «sedersi a un tavolo» per rendere più efficaci le espulsioni e, allo stesso tempo, favorire l’integrazione di chi vuole lavorare e vivere regolarmente in Italia.
Dure le critiche di Rifondazione comunista e della Cgil, che ricordano le esperienze passate giudicate «drammatiche e fallimentari». Fratelli d’Italia ha presentato un’interrogazione per sapere se la Regione abbia già avviato contatti con il Governo, mentre Forza Italia accoglie con favore l’apertura di De Pascale, definendola una risposta concreta ai problemi di sicurezza nei territori.
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