Emilia Romagna, un anno dopo l'alluvione: 'Commissario flop e risorse insufficienti'

'Le passerelle politiche dello scorso maggio sono servite a poco'

A cura di Redazione
19 maggio 2024 09:19
Emilia Romagna, un anno dopo l'alluvione: 'Commissario flop e risorse insufficienti' - Il generale Figliuolo
Il generale Figliuolo
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A un anno dalle devastanti alluvioni che hanno colpito l’Emilia-Romagna, i centri abitati, in particolare quelli romagnoli, sono ancora lontani dal riprendersi completamente. Gli amministratori locali continuano a lottare per farsi ascoltare dal governo, mentre le ferite causate dalle alluvioni sono ancora ben visibili.

Durante quei giorni drammatici, le immagini di Lugo e Conselice completamente sommerse dall’acqua fecero il giro dei media. Paola Pula, sindaca di Conselice, spiega a Fanpage la difficoltà di tornare alla quotidianità e la paura costante che accompagna ogni forte pioggia. Anche gli agricoltori della zona hanno sofferto, inondando volontariamente i loro campi per proteggere le case. “Quando torna a piovere in maniera così violenta, la paura si rigenera,” ha confessato Pula.

Recentemente, Lugo ha rivissuto momenti di terrore con strade, scantinati e garage allagati. Il sindaco Davide Ranalli ha spiegato che la città è stata tra le più colpite, ma le risorse e gli strumenti forniti dal governo non sono stati sufficienti. Ranalli lamenta la scarsità e la cattiva gestione delle risorse disponibili.

Il ministro del Mare e per la Protezione civile, Nello Musumeci, ha dichiarato che il governo ha agito con una rapidità senza precedenti nel fornire aiuti all’Emilia-Romagna. Tuttavia, i cittadini che hanno subito danni hanno ricevuto solo indennizzi tra i 3000 e i 5000 euro, insieme a rimborsi per sistemazioni alternative. Queste somme sono state considerate insufficienti dagli amministratori locali, e la burocrazia ha ulteriormente rallentato tutto. Il commissario straordinario, generale Francesco Paolo Figliuolo, non ha avuto l’autonomia necessaria per agire efficacemente, rendendo la ricostruzione delle abitazioni un processo complesso e lento.

Ranalli ha osservato che, pur facendo il possibile, il generale Figliuolo non era la figura più indicata per il ruolo, poiché non conosceva il territorio e gli amministratori locali. Inoltre, il mandato di Figliuolo scade a giugno e potrebbe non essere rinnovato, secondo quanto dichiarato dallo stesso Musumeci in un’intervista.

Un’altra grande preoccupazione riguarda i beni mobili. Ranalli ha sottolineato che, a differenza di un terremoto, dove l’urgenza è ricostruire case e infrastrutture, le alluvioni hanno distrutto molti beni mobili. Cumuli di mobili, elettrodomestici e libri fuori dalle case dimostrano l’urgenza di affrontare questo problema, in contrasto con le priorità indicate dal ministro della Protezione civile.

Il viceministro alle Infrastrutture, Galeazzo Bignami, ha annunciato un provvedimento per i beni mobili, ma i sindaci si chiedono perché il governo si muova solo ora, a un anno di distanza dal disastro. Paola Pula e Davide Ranalli sentono di essere stati lasciati indietro, con interventi che avrebbero dovuto essere effettuati già molto tempo fa. Le passerelle politiche dello scorso maggio – spiegano – sono servite a poco, e i sindaci chiedono al governo di prestare maggiore attenzione al territorio e di evitare ulteriori strumentalizzazioni politiche.

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