Ennesima mareggiata sostenuta nel riminese: "Bisogna investire per migliorare previsioni e monitoraggio”

Mareggiata nel riminese: rapido aumento del livello del mare e fenomeni di sommersione delle banchine portuali

17 aprile 2024 09:17
Ennesima mareggiata sostenuta nel riminese: "Bisogna investire per migliorare previsioni e monitoraggio” - Mareggiata FOTO D'ARCHIVIO
Mareggiata FOTO D'ARCHIVIO
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di Federico Antonioli

Evento marino-costiero di tutto rispetto quello avvenuto nel pomeriggio-sera di ieri, (martedì 16 aprile).

Si partiva con premesse non buone, considerata l’intensità del vento ben prevista così come il rapido aumento del moto ondoso.

Due fattori però hanno contribuito a peggiorare ulteriormente il quadro complessivo: il primo un anticipo nelle tempistiche di 3-4 ore, con la fase più intensa che si è verificata in concomitanza con la marea astronomica in crescita (invece della fase calante che avrebbe quantomeno aiutato a contenere gli effetti), il secondo è stato probabilmente dovuto al rapido calo di pressione e a una componente di vento legata a fenomeni convettivi che hanno dissipato la loro energia sotto forma di raffiche invece che precipitazione.

In poche parole all’interno di una cornice meteorologica ben prevista, i tasselli sono andati ad incastrarsi nella maniera peggiore possibile.

Prendendo i dati dei mareografi della rete osservativa di Arpae lungo la costa abbiamo osservato rispettivamente:

Porto Garibaldi mareografo a galleggiante: 82 cm
Porto Garibaldi mareografo radar: 113-110-102 cm

Cervia porto (mareografo a pressione) 98 cm
Cervia porto (mareografo radar) 102 cm

Cattolica 84 cm.

Tra le 18 e le 19 si è verificato un rapidissimo aumento del livello del mare con propagazione dell’onda a buona parte della spiaggia non protetta da duna, fenomeni di sommersione delle banchine portuali e interessamento di aree sensibili prospicienti (es. ex invaso del Marecchia a Rimini zona ponte di Tiberio).

Prevedere il comportamento del mare non è mai facile per questo è sempre opportuno scegliere la via più prudente e cautelativa. Resta il fatto che eventi di questo tipo spero possano portare a riflessioni utili a migliorare le capacità di previsione ed allertamento lungo la nostra costa. In fondo, per prevedere il comportamento del mare, bisogna conoscerlo. Bisogna sentirlo, viverlo, renderlo parte di noi stessi: solo così si possono ottenere i migliori risultati.

Concludo così con una provocazione…a quando un “Centro Previsioni e Segnalazioni Maree” della Romagna?

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