Ex fondatore della moschea di Borgo Marina chiede la chiusura: “Mi scuso con i residenti”

L’ex promotore del Centro Islamico Attawhid di Borgo Marina: “Chiedo scusa ai residenti"

A cura di Grazia Antonioli Redazione
08 maggio 2026 09:23
Ex fondatore della moschea di Borgo Marina chiede la chiusura: “Mi scuso con i residenti” - Repertorio
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Aadil Bouhlaoui, ex membro della comunità musulmana riminese e fondatore del Centro Islamico Attawhid di Borgo Marina, interviene pubblicamente sul futuro della struttura chiedendo la chiusura dell’attuale sede e porgendo le proprie scuse ai residenti del quartiere.

In una lunga lettera indirizzata al sindaco e alla cittadinanza, Bouhlaoui ripercorre la nascita del centro islamico, spiegando di averlo ideato con l’obiettivo di creare “uno spazio aperto, visibile e accogliente per tutti”, ma riconoscendo che negli anni la situazione sarebbe degenerata.

“Desidero scusarmi sinceramente con i residenti di Borgo Marina per il calvario che ho inavvertitamente causato”, scrive. “Se avessi saputo che la situazione sarebbe giunta a questo vicolo cieco, non avrei mai profuso alcuno sforzo per trasferire il centro da via Bertani”.

Bouhlaoui, che lasciò Rimini nel 2006 “per motivi di sicurezza”, sostiene che la struttura abbia progressivamente perso la propria funzione originaria: “Non è più una vera Casa di Allah. È diventata uno strumento di meschino ricatto politico e un elemento di disturbo, una minaccia e una pessima rappresentazione di ciò che l’Islam difende”.

Nel documento l’ex fondatore richiama sia principi del diritto islamico sia norme italiane. “Come musulmani, non abbiamo alcun diritto di imporre condizioni di vita insalubri e disagi agli altri”, afferma, citando il principio islamico secondo cui “non vi deve essere alcun danno”. Sul piano civile aggiunge che “trasformare spazi commerciali in luoghi di culto di massa in modo surrettizio viola apertamente le normative urbanistiche”.

Secondo Bouhlaoui, oggi non esistono più motivazioni per mantenere aperta la struttura di Borgo Marina, considerata l’apertura della nuova moschea regolarizzata in via Emilia. “Abbiamo lottato per il riconoscimento, non per l’imposizione o la conquista”, scrive.

Da qui la richiesta di una “chiusura con effetto immediato della cosiddetta moschea nelle sue attuali modalità”, accompagnata da alcune proposte operative: sospensione della preghiera del venerdì per motivi di sicurezza pubblica, rispetto rigoroso dei limiti di capienza e trasferimento della comunità in spazi conformi alle normative.

Nella parte finale della lettera Bouhlaoui propone anche una possibile riconversione dell’immobile: “Potrebbe essere trasformato in una mostra commemorativa sulle persecuzioni religiose delle minoranze nel mondo”, con l’obiettivo di favorire “riconciliazione e coesione sociale”.

La lettera aperta di Aadil Bouhlaoui

Lettera aperta di Aadil Bouhlaoui

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