Ex Ilva, commissari chiedono 7 miliardi di danni a Mittal
"Non errori, ma un’unica strategia consapevole e predatoria"
I commissari straordinari di Acciaierie d’Italia hanno avviato un’azione risarcitoria da 7 miliardi di euro nei confronti degli amministratori della società e di ArcelorMittal, accusandoli di aver perseguito una strategia deliberata che avrebbe condotto al dissesto dell’ex Ilva.
A promuovere l’iniziativa sono Giovanni Fiori, Giancarlo Quaranta e Davide Tabarelli, sulla base di un documento di sintesi elaborato insieme ai loro legali e visionato dall’ANSA. Secondo quanto riportato, la crisi di Acciaierie d’Italia non sarebbe riconducibile a singoli errori gestionali né a un improvviso deterioramento del contesto industriale.
Al contrario, il dissesto viene descritto come il risultato di “una strategia unitaria, consapevole e protratta nel tempo”, finalizzata al sistematico e unilaterale trasferimento di risorse in favore della multinazionale dell’acciaio. Una condotta che, secondo i commissari, non si configurerebbe come una sequenza di episodi isolati, ma come “tasselli di un unico e articolato disegno predatorio”, messo in atto tra il 2018 e il 2024.
L’azione risarcitoria rappresenta uno dei passaggi più rilevanti nella complessa vicenda dell’ex Ilva e potrebbe avere conseguenze significative sia sul piano giudiziario sia su quello industriale, in un momento cruciale per il futuro del più grande polo siderurgico italiano.
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