Facchinaggio, approvate le tariffe minime 2026 tra Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini

Intesa tra istituzioni, sindacati e imprese: fissato a 25,18 euro l’ora il parametro per contrastare illegalità, lavoro irregolare e appalti al ribasso nel settore

A cura di Grazia Antonioli Redazione
28 maggio 2026 12:10
Facchinaggio, approvate le tariffe minime 2026 tra Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini -
Condividi

Approvate le nuove tariffe orientative minime 2026 per i lavori di facchinaggio nelle province di Ravenna, di Forlì-Cesena e di Rimini. Il rinnovo degli accordi sulle tariffe, utili come parametri indicativi del rischio di illegalità,  sono stati siglati nei giorni scorsi nei vari tavoli convocati a livello provinciale, a cui prendono parte istituzioni, organismi di controllo, sindacati, associazioni della cooperazione e di impresa. Obiettivo comune: difendere il settore del facchinaggio da irregolarità, infiltrazioni e  affidamenti al ribasso.

I nuovi accordi adeguano i compensi all'indice Istat-Nic al 31/12/2025 (+1,2%), fissando la tariffa minima in economia a 25,18 euro all'ora. Il valore è calcolato sulla base dell'andamento reale dei costi aziendali e del lavoro, e resterà in vigore per tutto l'anno in corso.

Legacoop Romagna esprime apprezzamento per il risultato raggiunto grazie al coinvolgimento di tutte le parti coinvolte.

Per le province di Forlì-Cesena e Rimini fondamentale è stato l’impegno dei rispettivi Ispettorati Territoriali del Lavoro.

«Nonostante l’impegno delle istituzioni nel contrastare l’illegalità in questo settore - spiega il presidente di Legacoop Romagna, Paolo Lucchi –, continuano, anche nel nostro territorio, a sussistere amplissime sacche di illegalità e sfruttamento delle persone e del loro lavoro. Le tariffe minime rappresentano un presidio di legalità a tutela dei lavoratori e dei soggetti più deboli sul mercato. Grazie a esse, infatti, si possono evidenziare, per contrasto, possibili comportamenti scorretti. Il rischio è che proliferino ulteriormente imprese che non rispettano le regole a discapito, in primo luogo, di una giusta retribuzione e dei presidi di sicurezza per i lavoratori. La determinazione di queste tariffe, remunerative rispetto al costo minimo del lavoro e della sicurezza, può agevolare e responsabilizzare i committenti e orientare l’attività di vigilanza sugli appalti “sottocosto”. Gli accordi, nati in seno agli Osservatori sul facchinaggio, rappresentano un patto tra le forze economiche, il lavoro e le istituzioni per tenere alta la coesione sociale, la trasparenza del mercato e disincentivare fenomeni distorsivi della corretta ed equa attività d'impresa».

Le migliori notizie, ogni giorno, via e-mail