Fasce fluviali e aree allagabili, la variante preoccupa Rimini: "Può frenare sviluppo e investimenti"

Assessora Ridolfi: “Proteggere il territorio è prioritario, ma servono regole chiare”

A cura di Riccardo Giannini Redazione
27 febbraio 2026 13:59
Fasce fluviali e aree allagabili, la variante preoccupa Rimini: "Può frenare sviluppo e investimenti" - Valentina Ridolfi
Valentina Ridolfi
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Nei giorni scorsi i Comuni del territorio hanno avuto un confronto con l’Autorità di Bacino del Po, convocato in collaborazione con la Provincia, per approfondire il progetto di variante Pai (Piano per l'Assetto Idrogeologico) e cominciare a chiarire alcuni dei diversi dubbi interpretativi che la variante sta sollevando. Lo riferisce l'assessora del Comune di Rimini Valentina RIdolfi, che commenta: "Già nei giorni scorsi abbiamo avuto modo di rappresentare le preoccupazioni per l’introduzione non concertata di questo nuovo strumento pianificatorio che andrà ad aggiornare la definizione delle fasce fluviali, delle aree allagabili e delle aree di dissesto, in relazione alla pianificazione urbanistica e territoriale e alla progettazione attuativa. Una revisione necessaria di cui, ribadisco, condividiamo in toto lo spirito, ritenendo quanto mai prioritario proteggere il territorio e la cittadinanza dagli eventi alluvionali che sempre più di frequente colpiscono in lungo e in largo il nostro Paese. Ciò che resta da chiarire è però la modalità di applicazione, che ancora oggi presenta criticità e dubbi".

L'incontro con l'Autorità di Bacino del Po è stato "utile per comprendere il percorso tecnico che ha portato alla ridefinizione e all’estensione delle mappe di rischio, così come i criteri e gli strumenti avanzati utilizzati", ma resta da chiarire, sottolinea Ridolfi, "come i territori dovranno recepire questo riassetto nell’ambito dei propri strumenti urbanistici e attuativi, considerato che ad oggi questa sovrapposizione di norme, tra norme di salvaguardia, strumenti di pianificazione comunali vigenti, nuove disposizioni, rischia di generare uno stallo negli investimenti orientati allo sviluppo e alla rigenerazione dell’esistente, provocando di fatto un effetto controproducente".

Il Comune di Rimini ha così avviato "un confronto con gli altri Comuni della Romagna per cercare di condividere una linea sulla base delle rispettive peculiarità, in attesa delle indicazioni che arriveranno a breve dalla Regione, che confidiamo possano essere di supporto ad un’integrazione il più efficace possibile di questo nuovo strumento all’interno della pianificazione locale".

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