Femminicidio di Coriano, il cordoglio di Marcello: “Non possiamo abituarci a contare un’altra vittima”

Il consigliere regionale di Fratelli d’Italia interviene dopo l’uccisione di Tania Sperindio a Mulazzano

16 luglio 2026 15:46
Femminicidio di Coriano, il cordoglio di Marcello: “Non possiamo abituarci a contare un’altra vittima” -
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"Faccio davvero fatica a trovare le parole. A Mulazzano di Coriano, qui nel nostro territorio, una donna è stata uccisa. Un’altra. E dietro quel numero che sentiamo ripetere fin troppo spesso c’è una persona, Tania Sperindio, ci sono dei figli, c’è una famiglia che da ieri sera non sarà più la stessa. A loro va il mio cordoglio più sincero". Così il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Nicola Marcello sul femminicidio avvenuto ieri sera nel Riminese.

"Ogni volta ci diciamo che non deve più accadere, e ogni volta ci ritroviamo qui a contare un’altra vittima – prosegue –. Non possiamo permetterci di abituarci. Nel momento in cui l’uccisione di una donna diventa quasi una notizia come le altre, come comunità abbiamo già perso qualcosa".

Sul fronte delle norme, Marcello riconosce il lavoro fatto a livello nazionale: "Un passo importante lo Stato lo ha compiuto. Con la legge 181 del 2 dicembre 2025, voluta dal Governo Meloni e approvata all’unanimità dal Parlamento, l’Italia è il primo Paese in Europa a mettere il femminicidio nel codice penale come reato a sé, punito con l’ergastolo. Non è una formula giuridica: significa dire, nero su bianco, che chi uccide una donna in quanto donna risponde della pena più severa prevista dal nostro ordinamento".

"Sarei però ipocrita se mi fermassi qui – continua il consigliere –. Le leggi servono, ma intervengono dopo. Il lavoro vero si fa prima: nelle scuole, con l’educazione al rispetto; a fianco dei centri antiviolenza, da sostenere davvero e non solo a parole; nelle reti che proteggono chi trova il coraggio di chiedere aiuto. È qui che anche la Regione deve fare la sua parte, al di là delle bandiere di partito".

"Alla famiglia di Tania e a tutta la comunità di Coriano – conclude Marcello – siamo vicini. E continuerò a battermi, in ogni sede, perché a queste donne garantiamo non solo giustizia quando ormai è tardi, ma protezione quando si è ancora in tempo. È l’unica cosa che può davvero salvare una vita".

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