Fico lancia evento "cibo e vendite iper-scontate di vestiti": rabbia di Federmoda
Fico nel mirino di Zanzini
Fico, il parco del cibo di Bologna, ha lanciato una nuova iniziativa che ha scatenato le rimostranze di Gianmaria Zanzini, presidente Federmoda Emilia Romagna. Si tratta della House of Luxury: per otto giorni a Fico sarà possibile fare shopping di capi di abbigliamento. Sul sito si promette una maxi vendita con sconti fino al 90%, evidenziando che il lusso non sia mai stato così accessibile.
Nata dalla collaborazione con Say Wow, azienda specializzata in vendite promozionali, l’iniziativa contrasta in primis, evidenzia Zanzini, con la necessità di valorizzare i negozi di prossimità per tenere vivi i centri storici cittadini.
Per il presidente della Federmoda regionale, l’iniziativa è concorrenza sleale: “Private sale, Friend&Family Sale, Sample Sale sono formule proposte per un breve periodo con sconti dal 70% al 90%, in cui devono essere messi in vendita capi di campionario, prototipi, rimanenze di magazzino, pezzi fallati”.
“Ci chiediamo – evidenzia Zanzini – come possa essere veritiera una vendita di questo tipo e chi controlli gli oltre 30mila articoli che la pubblicità sbandiera per attirare clienti. La nostra preoccupazione è che si tratti di un outlet bulimico e vorace, che per 10 giorni pone in sconto a pochi chilometri dai centri storici articoli del nostro settore con la stagione invernale che deve ancora cominciare”.
“Per unire food&fashion in un grande evento – argomenta Zanzini – sarebbe stato interessante coinvolgere negozi e brand regionali, dando la possibilità di mostrare le nuove collezioni e creando davvero un’esperienza emozionale del Made in Italy”.
Da Federmoda Emilia Romagna riparte l’invito alla politica di emanare una normativa che regoli l’attività di outlet, spacci, temporary-store, private-sales e “che ponga al pari tutte le imprese che operano nello stesso mercato”.
“Rinnoviamo a tutti i partecipanti al Tavolo regionale della Moda l’invito ad un dialogo franco e costruttivo, esortando gli assessori Colla e Corsini a ragionare sulla situazione del commercio di prossimità e sulle azioni in grado di salvaguardarlo, partendo appunto dalla regolamentazione di queste tipologie di vendita predatorie”, chiosa Zanzini.
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