Fondi ad Hamas, il Riesame conferma il carcere per Hannoun
La difesa contesta l’uso di informazioni dei servizi israeliani e annuncia ricorso in Cassazione
Resta in carcere Mohammad Hannoun, architetto e attivista palestinese accusato di aver finanziato Hamas attraverso associazioni benefiche e di essere al vertice della presunta cellula italiana dell’organizzazione. Lo ha stabilito il Tribunale del Riesame di Genova, che ha confermato la misura cautelare della custodia in carcere.
I giudici hanno tuttavia annullato tre delle sette misure cautelari eseguite lo scorso 27 dicembre, su un totale di nove disposte dal giudice per le indagini preliminari Silvia Carpanini. Le motivazioni della decisione saranno depositate entro 30 giorni.
Secondo la difesa di Hannoun, la pronuncia del Riesame segnerebbe un indebolimento dell’impianto accusatorio, in particolare sul piano dell’utilizzabilità del materiale informativo proveniente dai servizi di intelligence israeliani. “L’impianto accusatorio ha ceduto in modo importante – spiegano i legali – a partire proprio dal tema dell’utilizzabilità delle informazioni israeliane. Con questa decisione i giudici sembrano aver operato una distinzione tra il finanziamento e la partecipazione all’associazione”.
La difesa ha annunciato che presenterà ricorso in Cassazione, ritenendo ancora controversi diversi profili probatori alla base dell’accusa.
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