Fratelli Franchini, maggioranza venduta a Hera. Le reazioni all'operazione: "Si crea disparità sul mercato"

Fratelli Franchini, la cessione della maggioranza ad Hera suscita le preoccupazioni di Cna Rimini

01 luglio 2023 14:11
Fratelli Franchini, maggioranza venduta a Hera. Le reazioni all'operazione: "Si crea disparità sul mercato" - Sede della Fratelli Franchini
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Fratelli Franchini, la nota azienda riminese che opera nel settore del risparmio energetico, è stata acquisita da Hera, che ha investito nel 60% del pacchetto azionario.

Mirco Galeazzi, presidente Cna Rimini, esprime forte preoccupazione: “una multiutility, quotata in borsa, peraltro con partecipazioni pubbliche, entra sul mercato, mettendosi in competizione diretta con il mondo delle piccole e medie imprese”, evidenzia Galeazzi. Un mercato in cui “la capienza fiscale e le politiche commerciali di un colosso come Hera rischiano di spazzare via le tante professionalità costruite nel tempo e creare una deriva monopolista che non fa bene neanche al cliente finale”.

Galeazzi precisa: “Le piccole e medie imprese non hanno paura della concorrenza e di misurarsi sul mercato”. Tuttavia “è chiaro che siamo di fronte ad uno scenario che stravolge gli equilibri e soprattutto le forze in campo”.

Per Cna “non è più competizione ad armi pari”. Galeazzi chiama in causa la politica: “Se la normativa permette operazioni di questo tipo significa che la politica e il legislatore hanno fallito e non sono stati coerenti con l’impegno di proteggere e tutelare il mondo della piccola e media impresa, quell’ecosistema economico di microimprenditorialità diffusa, che rappresenta oltre il 90% delle aziende italiane e di cui la politica tanto si vanta”.

Da qui la rabbia dei vertici di Cna che ribadisce, per voce del presidente Galeazzi: “Lotta impari che non possiamo evitare di condannare, nell’interesse del mondo che rappresentiamo che, con grande fatica, si sta leccando le ferite e sta cercando di superare un periodo complicatissimo, quale conseguenza diretta delle scelte incoerenti e nefaste fatte dal legislatore sulle politiche di incentivazione legate proprio alla rigenerazione al risparmio energetico”.

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