Garden, 35.000 mq di verde e acqua contro il caldo

Alberi ad alto fusto, sei vasche e un impianto che autoproduce oltre metà dell'energia: quindici anni di efficientamento in viale Euterpe.

A cura di Redazione
05 agosto 2026 11:19
Garden, 35.000 mq di verde e acqua contro il caldo -
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Ci sono estati in cui la parola "ombra" smette di essere un dettaglio. In queste settimane di caldo che non concede tregua, gli spazi alberati della città tornano a essere una questione concreta: dove si sta, dove si portano i bambini, dove si riesce a fare attività fisica senza rischiare.

Il Garden Sporting Center occupa 35.000 metri quadri in viale Euterpe. È un numero che di solito viene raccontato in chiave sportiva — due piscine coperte da 25 metri, una vasca interna per i più piccoli, tre vasche esterne, campi da calcetto, sei campi da beach tennis, quattro palestre a cui si aggiunge il PalaEvolness, oltre trenta corsi tra terra e acqua. Ma d'estate la parte più utile di quei metri quadri è quella che con lo sport non c'entra: gli alberi.

Il verde del Garden non è arredo recente. Il parco conserva alberature ad alto fusto, ulivi di vecchio impianto e alberi da frutto. Negli ultimi anni la proprietà ha piantumato oltre 5.000 metri quadri tra prato, piante e siepi, aggiungendo alle chiome esistenti nuove fasce d'ombra.

A questo si sommano le coperture leggere: la tenda a vela per le attività all'aperto, gli ombrelloni della spiaggia interna, le aree di sosta ricavate sotto le piante. È una scelta che negli anni ha significato rinunciare a superficie utile in favore di terreno permeabile e chiome mature. Oggi, con le ondate di calore che si allungano di anno in anno, quella rinuncia si legge come un vantaggio.

Le vasche sono sei. Al coperto, la piscina nuova da 25 metri a otto corsie e la piscina storica, entrambe a temperatura controllata, e per finire la vasca per l’attività natatoria dei più piccoli. All'aperto, la vasca natatoria da 25 metri, la piscina ludica e la laguna con gli scivoli, tutte affiancate da ombrelloni e lettini.

È la ragione per cui nei mesi caldi il centro funziona di fatto come un servizio per le famiglie: mentre i bambini stanno in acqua sorvegliati, i genitori hanno a disposizione le palestre, i corsi e le vasche per adulti nello stesso perimetro.

La parte meno visibile è quella impiantistica, ed è dove si concentra buona parte del lavoro degli ultimi anni. Il trattamento delle acque di piscina è integrato da lampade UV, che permettono di tenere il carico di cloro ai livelli minimi necessari.

Il ricambio d'aria degli ambienti interni è regolato sulla concentrazione di CO₂: gli impianti aumentano la portata quando la presenza di persone lo richiede e la riducono quando non serve. Le macchine installate sono estremamente efficienti e recuperano fino all'85% del calore dell'aria in uscita, abbattendo ulteriormente i consumi mentre purificano l'ambiente. E quel calore recuperato non si ferma lì: in buona parte serve a scaldare l'acqua della piscina nuova. L'aria che esce dagli spogliatoi e dalle sale finisce, di fatto, dentro la vasca in cui si nuota. È qui che la circolarità si chiude davvero.

Sullo stesso fronte va letto l'intervento più recente: la climatizzazione del PalaEvolness, lo spazio dedicato alle nuove discipline come l'Hyrox. Un investimento fatto per rendere allenabile tutto l'anno un'area che, nelle settimane più calde, sarebbe altrimenti inutilizzabile nelle ore centrali.

Il percorso è cominciato oltre quindici anni fa e si è sviluppato per fasi, senza mai chiudere la struttura. I dati degli interventi principali sono documentati dalla società che li ha realizzati, Energy Tech System:

  • un impianto fotovoltaico da 100 kWp, con una producibilità di 115.000 kWh l'anno e 29 tonnellate di CO₂ evitate — l'equivalente di 1.353 alberi piantati;

  • un impianto di cogenerazione da 70 kW elettrici e 109 kW termici, che produce 280.000 kWh elettrici e 436.000 kWh termici l'anno, con 71 tonnellate di CO₂ evitate, pari a 3.294 alberi;

  • il rifacimento integrale dell'illuminazione in tecnologia LED, comprese le sale vasca.

Sommando le due voci, si arriva a circa 100 tonnellate di anidride carbonica evitate ogni anno, l'equivalente dichiarato di quasi 4.650 alberi. Ma il dato che la direzione considera più significativo è un altro: i consumi complessivi della struttura sono scesi di circa un terzo, e oggi il centro autoproduce oltre il 50% dell'energia che consuma.

«Non abbiamo fatto niente di eclatante», è il commento della proprietà. «Investiamo da oltre quindici anni, una cosa alla volta, reinvestendo. Un impianto sportivo con sei vasche e 35.000 metri quadri o diventa efficiente o non sta in piedi. E poi c'è la parte che non si misura in bolletta: chi viene qui deve trovare aria buona, acqua trattata bene e un posto all'ombra dove aspettare i figli.»

La direzione di marcia per i prossimi anni è la progressiva dismissione delle caldaie a gas e l'elettrificazione degli impianti termici con pompe di calore di ultima generazione, alimentate in quota crescente dall'autoproduzione fotovoltaica.

Intanto è già in realizzazione un secondo impianto fotovoltaico, da circa 200 kWp, che verrà installato sulle pensiline del parcheggio. Il risultato è doppio e coerente con tutto il resto: sopra il sole produce energia, sotto le auto trovano ombra. Con temperature come queste, per chi arriva al centro, è la differenza tra ritrovare un abitacolo vivibile e uno che non lo è.

Nel frattempo prosegue il lavoro sul verde, che la proprietà considera parte della stessa strategia e non un capitolo separato. Alberi, prato e siepi non compaiono nei bilanci energetici, ma sono ciò che rende il centro frequentabile ad agosto — che, in un'estate come questa, è il primo dei requisiti.

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