Giorgio Corbelli al Panathlon

Storia e attualità, i grandi palcoscenici del calcio a Napoli e la passione per il baseball a Rimini. In mezzo tanto basket in città come Roma, Milano e adesso ancora Rimini. Perché tutto torna dove t...

A cura di Redazione Redazione
26 giugno 2010 14:13
Giorgio Corbelli al Panathlon -
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Storia e attualità, i grandi palcoscenici del calcio a Napoli e la passione per il baseball a Rimini. In mezzo tanto basket in città come Roma, Milano e adesso ancora Rimini. Perché tutto torna dove tutto è nato e Giorgio Corbelli ne è semplicemente l’ultimo esempio. L’imprenditore è stato ospite ieri sera della conviviale di giugno del Panathlon Club Rimini, tenutasi al ristorante La Giara di Riccione, un incontro coi soci che aveva come titolo “Giorgio Corbelli, un grande protagonista dello sport riminese”.

Il presente, fine giugno 2009, per Corbelli non può che voler dire Crabs. C’è in ballo la definizione della nuova società che gestirà il basket a Rimini per i prossimi anni. «In passato sono tornato qui chiamato dall’amministrazione comunale: ho cercato di coagulare un gruppo di imprenditori che potesse dar nuova linfa alla società. Ahimè, le vicende di quest’anno hanno riportato il Basket Rimini in una situazione difficile: sono stato nuovamente chiamato dall’amministrazione e tuttora si sta cercando di dare un futuro più sereno e consolidato al basket con un progetto strutturato. Qualcosa che permetta alla pallacanestro riminese di vivere a lungo, senza che ogni anno ci sia bisogno di ripensare a questi problemi. Al momento posso dire che l’iscrizione al campionato è salva. Oggi (ieri) in questo senso ho avuto gli ultimi incontri: il futuro è garantito».

E allora si può parlare anche di un primo abbozzo di futuro. «Il primo contratto di sponsorizzazione è già un bel pilastro, qualcosa che ci aiuta. Il futuro? È una scommesse sull’esperienza: la mia che vale 30 anni nel mondo del basket più quella di Luciano Capicchioni. Queste due “esperienze”, unite a quelle della società, devono costituire la base portante. Dobbiamo essere bravi, con meno soldi, a fare meglio degli altri».

Ovvio poi che con un personaggio come Giorgio Corbelli il discorso abbia spaziato in più di 30 anni di sport ad alto livello.

«Tutto quello che ho fatto in questi anni l’ho iniziato a Rimini. Sono partita da un’asta estiva sotto l’Hotel Mariani a Marina Centro per arrivare a Finarte. Da ragazzo giocavo a baseball, poi nel 1973 Zangheri mi volle con lui come segretario. Da quel tempo va avanti una bella collaborazione, un binomio che mi ha portato ad essergli vicino in tanti modi, ultimo quello attuale come sponsor (Telemarket)».

Per Corbelli il baseball è stata la prima vera passione, ma nella sua vita hanno avuto parte fondamentale anche tanti altri sport. «Sponsorizzavo la società di Brescia per cui nuotava Giorgio Lamberti quando vinse la medaglia d’oro ai Mondiali, poi l’atletica con Moses Tanui e anche uno scudetto nella pallanuoto». Poi il basket: «Quando nel 1981 morì Cristiano Zavatta divenni vicepresidente della società a Rimini, poi abbandonai. Ci sono stati gli anni di Roma, una pausa e infine quelli di Milano, dove ebbi l’occasione di realizzare un progetto interessante coinvolgendo un gruppo di imprenditori. In sostanza io avevo il 30% e 14 soci erano dentro col 5%. Più tardi anche lì passai la mano».

In mezzo c’era stato il calcio a Napoli… «Dal 2000 al 2002, una parentesi difficilissima. Ho spiccato il volo senza rendermi conto che avevano aperto la caccia. Gli spari sono arrivati in fretta e sono stato costretto a lasciare: il calcio è un mondo molto più complicato di quello che si può immaginare».

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