Grand Hotel di Riccione, il gip conferma il sequestro dei beni

Il provvedimento riguarda il patrimonio della Marebello Spa, ma la difesa annuncia il ricorso al Tribunale del Riesame

A cura di Redazione Redazione
19 agosto 2026 10:43
Grand Hotel di Riccione, il gip conferma il sequestro dei beni - Il Grand Hotel di Riccione
Il Grand Hotel di Riccione
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l Grand Hotel di Riccione resta sotto sequestro. Il gip del Tribunale di Rimini, Alessandro Capodimonte, ha confermato il provvedimento preventivo eseguito dalla Guardia di Finanza lo scorso 28 luglio sul patrimonio della Marebello Spa, società proprietaria dello storico cinque stelle di Riccione. Il valore complessivo dei beni interessati è di circa 29 milioni di euro.

L'indagine della Procura di Rimini è nata dopo il rigetto del concordato preventivo nell'ambito della procedura fallimentare. Secondo l'accusa, sarebbe stato costruito un sistema per sottrarre gli immobili alle conseguenze del fallimento, attraverso contratti di affitto d'azienda stipulati con società amministrate da prestanome riconducibili al reale gestore dell'intreccio societario.

Nell'inchiesta è coinvolto Gianni Andreatta, 75 anni, storico patron del Grand Hotel, insieme ad altre cinque persone. Le accuse, a vario titolo, sono di bancarotta fraudolenta per distrazione, false comunicazioni sociali e bancarotta preferenziale. Il provvedimento riguarda il compendio immobiliare denominato Grand Hotel, che comprende lo storico albergo, Villa Bianca, i Magazzini, la Torre 900-Grattacielo e Villa Bruna. La Procura contesta anche la mancata riscossione di oltre 3,8 milioni di euro di canoni di locazione maturati prima del fallimento, oltre alla mancata restituzione degli immobili dopo la scadenza dei contratti, avvenuta alla fine del 2020.

Secondo gli inquirenti, la situazione sarebbe proseguita anche dopo il fallimento della Marebello, dichiarato nel settembre 2023, nonostante le richieste della curatela. La gestione separata dei diversi immobili avrebbe inoltre reso più difficile la liquidazione del patrimonio.L'ordinanza del gip contiene però anche alcuni elementi favorevoli alla difesa. Il giudice ha ritenuto validi alcuni contratti stipulati tra Marebello e le società che avevano ricevuto gli immobili in gestione, escludendo i relativi beni dal sequestro. Ha inoltre deciso di affidare l'amministrazione dei beni a un soggetto diverso dal curatore fallimentare.

Gli avvocati Stefano Caroli e Anna Maria Putignano, che assistono gli indagati, hanno annunciato il ricorso al Tribunale del Riesame. Nel frattempo, il procedimento penale e la procedura fallimentare proseguono su due binari distinti, con l'asta dei beni fissata per settembre.

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