Groenlandia, cresce la tensione tra Usa ed Europa
Meloni tenta la mediazione con Trump, Macron spinge per lo strumento Ue anti-coercitivo
Sale la tensione tra gli Stati Uniti e l’Europa dopo l’annuncio del presidente americano Donald Trump sull’introduzione di dazi al 10% contro gli otto Paesi europei che hanno inviato militari in Groenlandia. Una decisione che ha riacceso il confronto transatlantico sul ruolo strategico dell’isola artica.
Il presidente francese Emmanuel Macron chiede l’attivazione dello Strumento Anti-Coercizione dell’Unione europea, definito “l’opzione nucleare” della politica commerciale Ue. Introdotto nel 2023 ma mai utilizzato finora, il meccanismo prevede misure economiche di ritorsione contro attori considerati ostili agli interessi europei.
Secondo il quotidiano tedesco Bild, intanto, i soldati tedeschi avrebbero lasciato la Groenlandia, segnale di un possibile riposizionamento di Berlino nella crisi.
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni giudica la mossa statunitense “un errore”, ma sceglie la via della mediazione. In un colloquio telefonico con Trump, la premier avrebbe parlato di una “incomprensione”, chiarendo che l’azione europea “non è contro gli Stati Uniti”. Secondo Palazzo Chigi, il presidente americano si sarebbe detto “pronto ad ascoltare”.
Dura la reazione della segretaria del Partito Democratico Elly Schlein, che attacca il governo: “La Groenlandia non si tocca. Meloni avrebbe dovuto essere più netta. I nodi vengono al pettine: l’Italia è marginale”.
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