Hotel a Rimini, dibattito sul modello low cost: Futuro Nazionale replica al sindaco

Luca Campisi critica le parole di Jamil Sadegholvaad e richiama le difficoltà economiche degli albergatori: "Riqualificare è importante, ma bisogna metterli nelle condizioni di investire"

15 ottobre 2026 10:32
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Le parole pronunciate dal sindaco di Rimini, Jamil Sadegholvaad, durante il convegno promosso da Teamwork Hospitality al Grand Hotel hanno sollevato un acceso dibattito politico e imprenditoriale. Al centro della polemica, l'invito rivolto dal primo cittadino a una parte degli operatori turistici accusati di puntare su un modello di offerta low cost, considerato incompatibile con il rilancio della città e secondo il sindaco, potenzialmente destinato a lasciare Rimini.

A intervenire sulla questione è Luca Campisi, referente del Comitato 323 di Futuro Nazionale Rimini, che non ha nascosto il proprio dissenso: "Puntare il dito contro una parte degli operatori che utilizzano il prezzo basso come leva competitiva e che, a detta sua, dovrebbero lasciare Rimini non è accettabile."

Per Campisi, dietro molte di queste scelte imprenditoriali non c'è una volontà di abbassare la qualità dell'offerta turistica, ma una condizione di oggettiva difficoltà economica. "Questi imprenditori meritano rispetto, soprattutto perché fare impresa in un momento storico di grande difficoltà socio-economica non è affatto semplice", sottolinea. Il riferimento è a una congiuntura segnata da inflazione, aumento dei tassi, crisi dei consumi e incertezza internazionale, fattori che pesano in modo particolare su un settore labour intensive e a forte stagionalità come quello alberghiero.

Campisi solleva quindi una serie di interrogativi diretti all'amministrazione comunale: "Il sindaco non ha considerato che molti gestori di strutture ricettive mancano delle risorse economiche necessarie? È al corrente che ci sono costi da sostenere come personale, contributi, fornitori, utenze, manutenzioni, imposte e affitti?". Domande che, secondo il referente di Futuro Nazionale, non possono essere liquidate come alibi, ma rappresentano il quadro concreto entro cui ogni scelta di investimento viene assunta.

Il nodo, insiste Campisi, non è se riqualificare o meno le strutture alberghiere: su questo il consenso è pieno. "Riqualificare le strutture è importante, ma occorre anche interrogarsi sulla sostenibilità economica degli interventi", precisa. Chiedere agli imprenditori di impegnare capitali significativi senza un contesto favorevole rischia di trasformare un obiettivo condiviso in un onere insostenibile per molti.

La riflessione si allarga poi al piano politico e amministrativo. "La posizione espressa dal sindaco apre a una serie di interrogativi", continua Campisi. "Come si conciliano i valori di inclusività e accoglienza, spesso rivendicati come principi identitari della città, con la volontà di escludere o marginalizzare gli imprenditori italiani che operano sul territorio riminese?". Un passaggio che tocca un tema identitario delicato, quello di una città che fa dell'ospitalità un tratto distintivo e che, secondo il comitato, non può permettersi di dividere gli operatori in categorie di serie A e serie B.

C'è poi la questione, altrettanto centrale, della qualità dello spazio urbano e della percezione di sicurezza. "Se non si mettono al primo posto la sicurezza e il decoro urbano, come si può pensare di attrarre capitali e investimenti dall'esterno?", si chiede Campisi. "Non puoi chiedere agli imprenditori alberghieri di investire milioni di euro nella riqualificazione delle strutture se, una volta usciti dall'hotel, gli ospiti si trovano davanti negozi chiusi, servizi carenti, scarsa sicurezza o spazi urbani privi di attrattività.". Il ragionamento è lineare: l'hotel non è un'isola, e la qualità dell'esperienza turistica dipende dall'ecosistema urbano nel suo complesso.

"Siamo d'accordo sulla riqualificazione delle strutture alberghiere, ma bisogna mettere gli imprenditori nelle condizioni di investire, con regole chiare, tempi certi, prospettive di lungo periodo e garanzie di tutela degli investimenti" - chiosa Campisi. "Se l'obiettivo è una Rimini più competitiva e attrattiva, allora la partita non si gioca solo dentro gli alberghi, ma nelle scelte di governo urbano, nella programmazione degli interventi, nella capacità di offrire un quadro normativo stabile e un contesto in cui investire non sia un azzardo. E soprattutto, nel rispetto dovuto a chi, ogni giorno, tiene in piedi un pezzo decisivo dell'economia della città."

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