Ieri nasceva Igor Protti: il bomber di Rimini diventato re di Livorno

Nato nel 1967, esordì in C1 a 16 anni. Bari, Lazio e Napoli, poi il ritorno a Livorno: gol, promozioni e una lunga sfida con la malattia fino all'addio

A cura di Redazione Redazione
25 settembre 2026 08:41
Ieri nasceva Igor Protti: il bomber di Rimini diventato re di Livorno  - Igor Protti ai tempi del Livorno
Igor Protti ai tempi del Livorno
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Il 24 settembre sarebbe stato il giorno della torta, delle candeline, degli auguri. Igor Protti avrebbe compiuto 59 anni. A Rimini, dove era nato il 24 settembre 1967, il suo nome continua a stare dentro una storia che comincia molto prima dei grandi stadi, delle classifiche marcatori e delle maglie numero 10. Comincia in una città di mare, con un ragazzino che corre dietro a un pallone e che a 16 anni si ritrova già dentro il calcio dei grandi. Protti cresce nelle giovanili del Rimini e il 27 maggio 1984 debutta in Serie C1 contro la Spal. Ha sedici anni. L'allenatore è Beppe Materazzi e Igor entra al 65' al posto di Giordano Cinquetti. È il primo passo di una carriera che lo porterà lontano da casa, senza però cancellare mai quel punto di partenza.

La stagione successiva resta a Rimini, questa volta con Arrigo Sacchi in panchina. Poi, ancora giovanissimo, prende la strada di Livorno. È il primo capitolo di un rapporto che con il tempo diventerà molto più grande del calcio. Passano Messina e Bari. Ed è in Puglia che Protti entra definitivamente nel calcio che conta. Nella stagione 1995-96 segna 24 gol e chiude il campionato da capocannoniere della Serie A insieme a Giuseppe Signori. Il Bari, però, retrocede. Protti diventa così il primo e tuttora unico giocatore ad aver vinto la classifica dei marcatori della Serie A con una squadra poi retrocessa.

Arrivano la Lazio e il Napoli. Con gli azzurri vive una stagione difficile, conclusa con un'altra retrocessione. Indossa anche la maglia numero 10 che era stata di Diego Armando Maradona. Poi la Reggiana e, nel 1999, il ritorno a Livorno. La squadra è in Serie C1. Per Protti è una scelta che potrebbe sembrare un passo indietro. Diventa invece l'inizio della parte più importante della sua storia. Con la maglia amaranto vince per due volte consecutive la classifica marcatori della Serie C1, con 20 gol nel 2000-01 e 27 nel 2001-02. Nel 2002-03 arriva la promozione in Serie B e Protti è ancora capocannoniere, con 23 reti.

Poi c'è la Serie A. Il Livorno ci torna nel 2003-04, dopo 54 anni. Protti segna 24 gol, Cristiano Lucarelli 29. Due attaccanti, una città intera dietro di loro. È la stagione che trasforma definitivamente Protti in una bandiera del Livorno. C'è anche un record che racconta bene la sua carriera. Protti ha vinto la classifica marcatori in Serie A, Serie B e Serie C1. Prima di lui ci era riuscito soltanto Dario Hübner: sono gli unici due giocatori nella storia del calcio italiano ad aver conquistato il titolo di capocannoniere nelle tre principali categorie professionistiche. L'ultima partita arriva il 22 maggio 2005, all'Armando Picchi. Di fronte c'è la Juventus. Finisce 2-2 e Protti segna uno dei gol del Livorno. Ha 37 anni. Chiude più di 600 presenze e 257 reti.

A Rimini, intanto, Igor non è mai diventato soltanto un nome del passato. Il legame con la sua città rimane forte e nel 2003 arriva anche il Sigismondo d'Oro, il riconoscimento assegnato dal Comune alle personalità che si sono distinte e che hanno dato lustro alla città. Poi arriva l'ultima partita, quella più difficile. Nel luglio 2025 Protti racconta pubblicamente di avere un tumore al colon. Parla della malattia e delle cure. Il 25 maggio 2026 accompagna la figlia Noemi all'altare. È la sua ultima apparizione pubblica. Il 19 giugno 2026 Igor Protti muore a 58 anni. Livorno lo saluta come una delle sue bandiere. Bari ricorda il suo capocannoniere. Napoli il numero 10 e una stagione difficile. Rimini ritrova invece il ragazzo da cui tutto era cominciato. Fuori dal Romeo Neri, dopo la sua morte, compare uno striscione: "Ciao Igor, orgoglio riminese".

Ieri avrebbe compiuto 59 anni. E il ricordo torna inevitabilmente a quel maggio del 1984, quando un ragazzo di sedici anni entrò in campo contro la Spal. Il primo pallone del calcio dei grandi arrivò da Rimini. Il resto della storia lo avrebbe scritto a forza di gol.

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