"Il bus di mia figlia costa più dei libri": la protesta del genitore di una studentessa
La testimonianza del padre di una ragazza che ogni mattina sale sulla tratta Rimini-Riccione: "In un anno l'abbonamento è passato da 311 a 350 euro. Andare a scuola costa sempre di più"
Martedì sua figlia ha rimesso lo zaino sulle spalle, ripreso la routine della scuola e come tanti altri studenti, anche quella del viaggio quotidiano in autobus. Solo che quest'anno, per la famiglia in questione e non solo, arrivare in classe costa un po' di più. E non è tanto la cifra in sé a far discutere, quanto il confronto con una delle altre spese legate alla scuola. "L'abbonamento al bus che mia figlia prende ogni mattina costa più dei suoi libri". È da questa considerazione che parte la riflessione di un padre sulla spesa per il trasporto pubblico tra Rimini e Riccione. "Nel 2025 l'abbonamento annuale costava 311 euro, oggi il prezzo è salito a 350 euro. Sono 39 euro in più in un anno, con un incremento di circa il 12,5%".
Una cifra che, presa da sola, potrebbe sembrare soltanto l'ennesimo aumento con cui le famiglie devono fare i conti. Ma il paragone con i libri scolastici, per il genitore, cambia la prospettiva. "La questione non è più soltanto quanto siano 39 euro, ma quanto deve costare andare a scuola. I libri sono ciò che rimane dopo la scuola, sono gli strumenti con cui si studia, si approfondisce, si costruisce conoscenza. Il bus, invece, è lo strumento che permette semplicemente di arrivare a scuola",
Ed è proprio qui che nasce la sua perplessità: "Lo strumento per raggiungere la scuola costa più degli strumenti per studiare". Una considerazione che porta il discorso fuori dal semplice confronto tra prezzi e lo sposta sul tema dell'accessibilità. Il genitore non mette in discussione il fatto che il trasporto pubblico abbia dei costi. "Non penso che un autobus possa circolare gratuitamente, né che il suo funzionamento non abbia un costo", precisa. Il ragionamento è però un altro: per uno studente l'autobus non rappresenta una comodità della quale si può fare a meno. "Per chi deve andare a scuola il bus non è un optional", dice. E per una famiglia l'abbonamento diventa quindi una spesa necessaria per consentire a un figlio di frequentare le lezioni. Da qui il collegamento con un tema più ampio, quello della mobilità. Se l'obiettivo è convincere sempre più persone a lasciare l'auto e utilizzare i mezzi pubblici, secondo il padre il costo del servizio diventa una delle variabili decisive. "Se vogliamo ridurre il traffico, lasciare le auto a casa e costruire città più vivibili, il trasporto pubblico deve essere economicamente accessibile".
18.6°