Il Comune di Rimini mette sul tavolo 7 milioni per la sede universitaria di via Angherà
L'operazione dovrà passare dal consiglio comunale: l'obiettivo è ridurre il peso degli affitti e liberare risorse per nuovi corsi e servizi agli studenti
Il Comune di Rimini mette sul tavolo oltre 7 milioni di euro per acquistare uno degli edifici centrali del Campus universitario. Si tratta della sede di via Angherà, oggi di proprietà della Fondazione Carim, che ospita una parte importante delle attività dell’Alma Mater in città. Palazzo Angherà è infatti una delle sedi storiche del Campus riminese.
L’operazione è stata annunciata dal sindaco Jamil Sadegholvaad dopo l’incontro con il rettore dell’Università di Bologna Giovanni Molari e il presidente della Fondazione Carim Paolo Pasini. Il Comune ha già presentato una proposta formale per rilevare l’immobile e ora il percorso dovrà passare dal consiglio comunale. Per l’amministrazione, l’acquisto avrebbe un valore che va oltre la semplice operazione immobiliare. L’idea è consolidare la presenza dell’Università a Rimini, mettendo a disposizione dell’Ateneo una sede stabile e riducendo il peso delle locazioni. Il sindaco ha spiegato che l’obiettivo condiviso con l’Università è liberare risorse oggi destinate agli affitti e permettere così all’Ateneo di investirle nello sviluppo del Campus, dai nuovi corsi di laurea ai servizi per gli studenti.
Il tema degli spazi in affitto è infatti da tempo uno dei nodi del Campus riminese. Secondo i dati riportati dal Comune, fino allo scorso anno circa il 32% degli spazi universitari era utilizzato in locazione, una percentuale decisamente più alta rispetto alle altre sedi romagnole, dove il dato oscillava tra l’1 e il 3%. Anche l’Università di Bologna ha avviato una politica di progressiva riduzione delle locazioni passive. Un passaggio importante è arrivato nel dicembre 2025 con l’acquisto di Palazzo Ruffi-Briolini, sede del Dipartimento di Scienze per la Qualità della Vita. L’immobile, utilizzato dall’Ateneo dal 2012, è entrato definitivamente nel patrimonio dell’Università con un investimento superiore ai 6 milioni di euro.
Ora la partita si sposta su via Angherà, con il Comune pronto a intervenire direttamente. Il Campus di Rimini conta oltre 5mila iscritti e l’amministrazione considera da tempo l’Università uno degli asset strategici per la città. Per Fondazione Carim si tratterebbe invece di una nuova operazione immobiliare di rilievo, dopo la cessione di Villa Mussolini al Comune di Riccione, perfezionata nella primavera scorsa.
Se l’acquisto andrà a buon fine, dunque, il Comune diventerebbe proprietario di un edificio oggi utilizzato dall’Università, mentre l’Alma Mater potrebbe ridurre ulteriormente la propria esposizione sul fronte degli affitti. Una trasformazione patrimoniale che si inserisce nel percorso avviato per rendere più stabile la presenza dell’Ateneo a Rimini.
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