Il "Cupolone" di Rimini Fiera bocciato anche dalla Lipu: "Stop al consumo di suolo"
Il progetto di ampliamento del quartiere fieristico bocciato dalla delegata Lipu di Rimini, Arianna Lanci
Anche la delegata Lipu Rimini, Arianna Lanci, esprime la propria contrarietà al progetto di ampliamento della Fiera di Rimini, che interessa la zona di San Martino in Riparotta. Lanci punta il dito verso palazzo Garampi, in primis per l'esproprio di terreni coltivati che l'amministrazione ha definito "di agricoltura residuale" (termine che ha suscitato il biasimo di Lanci) per un totale di 224.000 metri quadri, a cui si aggiungono 155.000 metri quadri di aree verdi. Inoltre, attacca la delegata Lipu Rimini, l'area è "critica da un punto di vista di sedime territoriale e storicamente interessata da fenomeni di esondazione del fiume Marecchia", da questo fattore infatti deriva la denominazione "In Riparotta". "La ricetta è sempre la stessa - argomenta Lanci - cioé gettare nuovo cemento, prevedere grandi afflussi di gente, grande traffico, grande inquinamento, il tutto a prescindere dalle aree verdi esistenti".
La delegata Lipu ricorda "il triste primato messo in luce dall'ultimo report di Ispra sul consumo di suolo: Rimini prima provincia in Regione per consumo di suolo". Più cemento significa poi più isole di calore e più disagio bioclimatico durante le lunghe ondate di caldo delle estati del nuovo millennio. Per Lanci il progetto di ampliamento della Fiera di Rimini, la realizzazione del cosiddetto "cupolone", è dunque da bocciare: "È la Rimini che non vogliamo. È tempo di dire stop al consumo di suolo, è tempo di pensare all'aria che respiriamo e alla qualità della nostra vita. È tempo di cambiare la ricetta".
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