Il futuro del turismo: tre accordi siglati per il territorio riminese. "Qualità del lavoro imprescindibile"
Presentati in Provincia gli accordi per lo sviluppo del turismo nel territorio riminese
Tre accordi per il rilancio del settore turistico in Provincia di Rimini sono stati siglati dalle organizzazioni sindacali associazioni datoriali, cioè Confcommercio, Confesercenti e Federalberghi. Il territorio riminese cerca quindi di pianificare il futuro, con la consapevolezza che il turismo locale non possa vivere nel ricordo degli anni d'oro del turismo balneare e che sia necessaria la de-stagionalizzazione e un'integrazione di sistema tra costa ed entroterra. In base agli accordi siglati, presenti ieri (giovedì 2 aprile) alla presenza dei rappresentanti istituzionali dei comuni costieri della Provincia di Rimini, le parti si incontreranno tre volte all'anno per confrontarsi e scambiarsi ogni informazione utile, circa l'andamento del settore e su tutti i temi della filiera turistica, compresi formazione e sicurezza del lavoro.
Proprio la qualità del lavoro è elemento imprescindibile per una filiera turistica sana e competitiva. Così gli accordi mirano al coinvolgimento dei lavoratori nelle dinamiche dell’organizzazione aziendale e dell’erogazione dei servizi, incentivando il coinvolgimento dei giovani e intervenendo sulla flessibilità degli orari con part time dedicati alle loro esigenze; rilanciando inoltre forme di assunzioni come l’apprendistato. In particolare si è condivisa la necessità di coinvolgere l’Università e gli Istituti scolastici superiori e il Centro per l’impiego per favorire l’inserimento degli studenti nel comparto turistico, con il fine di favorire e accompagnare il ricambio generazionale.
Tra le linee di programma, il favorire un nuovo modello di organizzazione del lavoro e accompagnarlo con percorsi di formazione specifici anche messi a disposizione dai fondi interprofessionali e dalla bilateralità di settore.
Viene inoltre suggerita anche la creazione di un ammortizzatore sociale specifico per i lavoratori stagionali del turismo, che sia però inserito in una riforma del turismo più complessiva, che preveda anche la definizione di percorsi formativi di qualità, obbligatori e costanti.
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