Il Garante: “Andiamo avanti, fiducia nei magistrati”
Nuovi elementi nell’inchiesta sulle presunte irregolarità: al centro l’uso dei fondi e la missione in Giappone
“Fiducia nei magistrati, andiamo avanti”. Con queste parole il Collegio del Garante per la protezione dei dati personali conferma la volontà di non dimettersi e ribadisce di poter dimostrare la propria estraneità ai fatti contestati. L’Authority finisce però al centro di una svolta investigativa che vede indagato l’intero collegio.
Dalle carte dell’inchiesta emergono in particolare i racconti di alcuni dipendenti, i cui nomi sono stati omissati “per ragioni di tutela”, che avrebbero fornito nuovi elementi agli inquirenti. Le testimonianze si concentrano soprattutto sull’uso delle risorse economiche dell’ente: secondo quanto riferito, solo nel 2024 le spese sarebbero arrivate a circa 400mila euro.
Alcuni testi parlano di una “gestione disinvolta” dei fondi e citano il caso della cosiddetta “missione Giappone”, descritta come una trasferta con un numero considerevole di persone al seguito e un costo complessivo di circa 70mila euro. Altri testimoni fanno riferimento a un clima di forte apprensione all’interno dell’Autorità dopo le inchieste della trasmissione Report.
Tra gli elementi segnalati figurano anche “fatture emesse lo stesso giorno da più strutture ricettive” e viaggi effettuati in classe Executive. Aspetti che ora sono al vaglio della magistratura, chiamata a fare chiarezza sulla gestione delle risorse e sulle eventuali responsabilità.
Il Collegio del Garante, dal canto suo, continua a respingere ogni addebito, dichiarando piena collaborazione con gli inquirenti e ribadendo la fiducia nell’operato della magistratura.
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