Il patrimonio sacro della Romagna si racconta ai fedeli in arrivo per il Papa
Dal Tempio Malatestiano ai mosaici di Ravenna, passando per le Madonne venerate a Cesena, Forlì e Brisighella
L’atteso arrivo del Santo Padre a Rimini, sabato prossimo, diventa occasione straordinaria non solo di raccoglimento spirituale, ma anche di scoperta del patrimonio artistico/devozionale della Romagna.
I fedeli giunti da ogni parte d’Italia e del mondo possono scoprire cinque luoghi simbolo dell’arte sacra in regione. Dagli affreschi rinascimentali fino ai capolavori musivi bizantini famosi in tutto il mondo, passando per l’iconografia della Madonna, l’itinerario offre una riflessione profonda sul legame indissolubile tra bellezza, fede e storia del territorio.
A partire da Rimini, che espone negli spazi del Tempio Malatestiano, tempio dinastico realizzato su progetto di Leon Battista Alberti, il celebre affresco di Piero della Francesca raffigurante Sigismondo Pandolfo Malatesta in preghiera davanti a San Sigismondo. Un capolavoro assoluto del Rinascimento italiano, con la solennità geometrica e la luce prospettica che trasformano l’atto devozionale - Sigismondo Pandolfo Malatesta, ritratto di profilo e con le mani giunte, mentre prega san Sigismondo, re dei Burgundi e suo protettore - in una monumentale testimonianza di fede e potere spirituale. Nell’abside è collocata un’altra opera di gran valore, il Crocifisso di Giotto, dipinto a tempera e oro su tavola (430x303 cm) databile al 1301-1302 (il Tempio è visitabile venerdì 21 e domenica 23 agosto, non sarà accessibile sabato 22, per l’incontro all’interno del Tempio tra il Santo Padre e i fragili). Per informazioni
La città di Ravenna è celebre per i suoi mosaici, in particolare quelli della Basilica di San Vitale dichiarati Patrimonio Mondiale dell’Umanità dall’UNESCO, un trionfo di oro e policromi che risale al VI secolo e rappresenta il culmine dell'arte bizantina in Italia. Famosi in tutto il mondo, decorano l'area dell'abside e del presbiterio con scene bibliche. Con i celebri ritratti imperiali di Giustiniano e Teodora l’arte sacra bizantina in Occidente raggiunge la massima espressione, mentre le raffigurazioni della teofania e dei cortei imperiali offrono al visitatore un’immersione mistica nella luce e nel trascendente.
Venerata in tutte le parti del mondo, la Beata Vergine Maria in Romagna diventa meta di pellegrinaggio. A Cesena (FC) una delle venerate immagini della Madonna del Popolo si trova nella Cattedrale di San Giovanni Battista (il Duomo). L'opera è custodita all'interno della splendida cappella barocca ricca di marmi, impreziosita dalla cupola affrescata dal celebre pittore Corrado Giaquinto. Luogo di pellegrinaggio, preghiera e silenzio, la basilica offre ai fedeli un’esperienza di profonda devozione.
Estendere il proprio itinerario e fare una tappa a Forlì per ammirare la Madonna del Fuoco racchiude un significato spirituale, storico e identitario di straordinaria profondità. Custodita all'interno del Duomo (Cattedrale di Santa Croce) è la patrona principale della Diocesi di Forlì-Bertinoro e la sua rappresentazione è una delle più antiche xilografie policrome su carta arrivate intatte fino a noi, dopo il cosiddetto “prodigio” accaduto nella notte tra il 4 e il 5 febbraio 1428 quando si salvò da un incendio ().
Infine, nella Collegiata di San Michele Arcangelo a Brisighella (Ra), borgo collinare inserito nel club dei Borghi più Belli d'Italia, si venera la Madonna delle Grazie raffigurata in un quadro del 1410 attribuito ai pittori Mingarelli. La devozione alla Madonna delle Grazie trae origini dalla nota apparizione di Maria Vergine alla nobile Giovanna Sagramòri di Faenza, avvenuta nella Chiesa di San Domenico circa l’anno 1412, in un periodo di terribile pestilenza. Dopo la visione certi pittori nel 1450 circa, dipinsero su tre tavole di quercia l’immagine della Beata Vergine Maria. Una di queste tavole fu portata in Francia, una in Portogallo, la terza fu acquistata da una ricca famiglia brisighellese. In seguito venne lasciata, per testamento, all’Arciprete di Brisighella con l’obbligo che la esponesse alla pubblica venerazione nella Chiesa Parrocchiale.
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