In questo borgo storia e natura di intrecciano: è la porta segreta del Parco delle Foreste Casentinesi

Scopri Santa Sofia, borgo dell’Emilia Romagna, porta del Parco Foreste Casentinesi e custode di un’opera d’arte nascosta nel bosco.

A cura di Redazione
31 agosto 2025 14:00
In questo borgo storia e natura di intrecciano: è la porta segreta del Parco delle Foreste Casentinesi - Foto: GiancarloFabi/Wikipedia
Foto: GiancarloFabi/Wikipedia
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Un borgo tra Romagna e Toscana, dove natura e storia si intrecciano

Nel cuore dell’Appennino romagnolo, a cavallo tra la provincia di Forlì-Cesena e la Toscana, sorge Santa Sofia, un borgo che da secoli è definito la “porta del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna”. Questa posizione privilegiata lo rende punto di accesso naturale a uno dei parchi più suggestivi d’Italia, un’area protetta che si estende per oltre 36.000 ettari, famosa per la foresta vetusta di Campigna e per i panorami mozzafiato che spaziano dall’Adriatico al Tirreno.

La storia del borgo affonda le sue radici nell’Alto Medioevo: fu fondato dai monaci benedettini e divenne nel tempo un importante centro per i traffici tra Romagna e Toscana. Le antiche mulattiere e le torri di avvistamento ricordano ancora oggi il ruolo strategico del paese, soprattutto durante il dominio dei Conti Guidi e delle signorie toscane.

Arte nascosta e curiosità: la scultura nel bosco

Oltre alla sua vocazione naturalistica, Santa Sofia custodisce una curiosità poco conosciuta: il Parco di Sculture all’aperto di Sculture in Campo, nato negli anni ’90 e oggi arricchito da installazioni di artisti contemporanei che dialogano con il paesaggio. Tra queste spicca una scultura in pietra collocata in un punto del bosco non segnalato dalle guide ufficiali: si tratta di un’opera volutamente “mimetizzata”, pensata per essere scoperta solo da chi esplora a piedi i sentieri del parco. Un richiamo perfetto alla filosofia “slow” che anima la valle del Bidente.

Il borgo ospita anche il Centro di Documentazione del Parco e il Museo d’Arte Contemporanea Vero Stoppioni, due poli che collegano natura e cultura: uno dedicato all’interpretazione dell’ambiente, l’altro alla collezione d’arte moderna romagnola, con opere di maestri come Mattia Moreni.

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