Incendio nel camper, accertamenti sui fornelli a gas. I genitori non ancora sentiti dalla Procura
Incendio nel camper: l'ipotesi più accreditata al momento risulterebbe essere quella di una grossa presenza di gas,
La sequenza temporale che ha portato all’esplosione e all’incendio dei due camper in sosta nello sterrato della spiaggia di Bados a Olbia, sono sotto la lente d’ingrandimento della pm di Tempio Pausania, Sara Martino, incaricata di portare avanti le indagini sull’incidente avvenuto ieri pomeriggio in cui è morto un bambimo di 10 anni, Samuel Imbhuzan di Rimini.
I vigili del fuoco hanno ritrovato e repertato alcuni fornelli a gas che si trovavano nei camper e sui quali si sta indagando. L’ipotesi più accreditata al momento risulterebbe essere quella di una grossa presenza di gas, che potrebbe aver saturato l’abitacolo del caravan, e solo a seguito di una scintilla avrebbe scatenato la prima forte esplosione, di cui tutti i testimoni hanno parlato.
Si spiegherebbe così perché del camper nel quale è stato ritrovato il corpo di Samuel, sia rimasto pressoché solo lo scheletro esterno: risulta completamente in cenere l’intera struttura, squagliatasi sotto le fiamme in pochissimi minuti.
Il corpo del bambino è stato ritrovato su un montante, ma al momento risulta difficile capire in quale parte precisa del mezzo si trovasse. Il camper sul quale stava trascorrendo le vacanza la famiglia Imbhuzan era un modello Fiat nuovo. I genitori del piccolo non sono stati ancora sentiti formalmente dagli investigatori: la donna è tuttora sotto choc, mentre l’uomo è ricoverato a Sassari con ustioni sul 40% del corpo.
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