Indagine Rimini Calcio, Perini precisa "Nessun riferimento a capitali illeciti negli atti"

I legali ribadiscono la piena collaborazione con la Procura e ricordano la querela presentata a gennaio dall’ex amministratore unico

A cura di Redazione Redazione
11 giugno 2026 08:47
Indagine Rimini Calcio, Perini precisa "Nessun riferimento a capitali illeciti negli atti" -
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In merito all’indagine della Procura di Rimini sulla gestione societaria successiva al passaggio di proprietà del Rimini FC, Valerio Perini, già amministratore unico del Rimini interviene per chiarire alcuni aspetti della vicenda. Nella nota viene ribadita la piena collaborazione con magistratura e forze dell’ordine, sottolineando che negli atti notificati non vi sarebbero riferimenti a capitali di provenienza illecita. Viene inoltre ricordata la querela presentata a gennaio 2026 per fare luce sulle operazioni oggi oggetto di accertamento.

La nota stampa di Valerio Perini

In relazione agli articoli di stampa diffusi nelle ultime ore riguardanti l’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Rimini, si ritiene doveroso fornire alcune precisazioni al fine di garantire un’informazione corretta, completa e aderente agli atti ufficiali, evitando ricostruzioni fantasiose che possano generare una rappresentazione inesatta della vicenda. Gli accertamenti attualmente in corso sono finalizzati a verificare il corretto svolgimento delle operazioni connesse alla gestione societaria successiva al passaggio di proprietà del Rimini FC. Sin dall’inizio dell’attività investigativa è stata assicurata la più ampia e totale collaborazione con l’Autorità Giudiziaria e con le Forze dell’Ordine, mettendo tempestivamente a disposizione ogni documento e ogni elemento richiesto, nella piena convinzione che l’accertamento della verità rappresenti l’interesse primario di tutte le parti coinvolte. È opportuno precisare che, contrariamente a quanto riportato da alcune ricostruzioni giornalistiche, negli atti ufficialmente notificati non compare alcun riferimento all’impiego di capitali di provenienza illecita, né tale ipotesi risulta contestata o prospettata dagli organi inquirenti. Si tratta, pertanto, di affermazioni che, allo stato degli atti conosciuti, non trovano alcun riscontro nella documentazione giudiziaria e che rischiano di alimentare una rappresentazione distorta e fuorviante della vicenda, con inevitabili conseguenze sulla reputazione delle persone interessate. Occorre inoltre ricordare che già nel mese di gennaio 2026 l’allora Amministratore Unico del Rimini FC, Valerio Perini, aveva presentato formale querela nei confronti di tutti i soggetti coinvolti nelle operazioni oggi oggetto di approfondimento investigativo. Tale iniziativa era finalizzata proprio a consentire il pieno accertamento della veridicità, della legittimità e della consistenza dei crediti utilizzati nelle operazioni in questione, nonché delle eventuali condotte poste in essere da terzi. La stessa iniziativa dimostra come vi fosse, sin dall’origine, la volontà di fare piena luce sui fatti e di affidare ogni verifica alle competenti Autorità. La vicenda è oggi seguita da un collegio di difensori che sta procedendo a un approfondito esame di tutta la documentazione e degli atti disponibili. L’attività dei legali, svolta nel pieno rispetto dell’operato dell’Autorità Giudiziaria e in costante collaborazione con gli organi investigativi, consentirà di chiarire senza ombra di dubbio la reale dinamica dei fatti, di ricostruire con precisione ogni passaggio delle operazioni contestate e di dimostrare l’effettiva posizione dei soggetti coinvolti sulla base di elementi oggettivi e documentali.
Alla luce delle numerose pubblicazioni contenenti affermazioni non riscontrabili negli atti ufficiali, saranno valutate e, ove necessario, intraprese tutte le iniziative giudiziarie a tutela dell’onore, dell’immagine e della reputazione delle persone coinvolte, comprese querele e azioni risarcitorie nei confronti delle testate e dei soggetti che diffondano informazioni non veritiere, non verificate o comunque prive di adeguato supporto documentale. Si invita, pertanto, ogni organo di informazione a rispettare il principio di presunzione di innocenza e a riportare esclusivamente notizie fondate sugli atti ufficiali, evitando interpretazioni o ricostruzioni che possano influenzare impropriamente l’opinione pubblica. Resta, infine, piena e assoluta la fiducia nell’operato della Magistratura e delle Forze dell’Ordine, nella certezza che le indagini, unitamente all’attività difensiva, consentiranno di accertare con rigore e trasparenza la verità dei fatti, chiarendo definitivamente ogni aspetto della vicenda e ogni eventuale responsabilità individuale.

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