Inflazione al 3,9% a Rimini, Federconsumatori: “Stangata da 1.287 euro l’anno”

L’associazione dei consumatori segnala l’aumento dei costi per casa, trasporti, ristorazione e servizi

A cura di Redazione Redazione
16 settembre 2026 09:54
Inflazione al 3,9% a Rimini, Federconsumatori: “Stangata da 1.287 euro l’anno” - Repertorio
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Inflazione in forte crescita e nuovi rincari che si sommano alle spese di fine estate e al rientro a scuola. È il quadro tracciato da Federconsumatori Rimini, che stima in oltre 1.200 euro l’anno l’aggravio medio per famiglia e chiede al Governo interventi per sostenere il potere d’acquisto.

La nota stampa di Federconsumatori

Come era prevedibile il tasso di inflazione ad agosto sale al 3,9% su base annua con un + 1,3% sul mese precedente  ed un + 0.6%  rispetto al dato nazionale. Un impatto particolarmente pesante con l’avvicinarsi della stagione autunnale. Con l’inflazione a questi livelli le ricadute per ogni famiglia, secondo le stime dell’Osservatorio Federconsumatori, ammonteranno a +1.287,00 euro annui. A fare da traino nel mese di Agosto sono i stati i costi  per abitazione, acqua, elettricità, gas con un complessivo + 8,2%  ( nel dettaglio elettricità + 14,7% e gas + 12,2%) ; servizi di alloggio + 6.2%; ristorazione e bar +5,2%; %; trasporti +6,3%; assistenza alla persona e protezione sociale + 3,7%.

Come se non bastasse si aggiungono gli attuali sovrapprezzi sui costi dei carburanti che generano un aggravio di oltre 265,00 euro annui a famiglia (tra costi diretti, per i rifornimenti, e costi indiretti, dovuti alle ripercussioni sui prezzi dei beni trasportati su gomma) e si sommano a settembre alle spese di molte famiglie per il rientro a scuola, con spese che raggiungono, tra testi e materiale scolastico, 1.219,00 euro a ragazzo/a. In questo scenario,  con retribuzioni e pensioni ferme da tempo, le famiglie sono costrette a tagliare su beni vitali e irrinunciabili che non sono più alla portata di tutti.

È necessario e urgente che il Governo torni ad occuparsi delle famiglie avviando immediatamente misure concrete a sostegno del potere di acquisto, quali:

- L’adozione di un taglio delle accise congruo, di almeno 20 centesimi sulla benzina e di almeno 25 sul diesel, per un periodo adeguato di tempo e non in modo spot, per pochi giorni, come fatto finora.

- Una rimodulazione, anche temporanea, delle aliquote IVA su un paniere di beni essenziali (con un risparmio che Federconsumatori ha calcolato pari a oltre 530 euro annui a famiglia).

- Un bonus energia più consistente, ed esteso a una platea di famiglie più ampia.

- La creazione di un Fondo di contrasto alla povertà energetica ed alimentare per aiutare e sostenere i nuclei più vulnerabili.

- Monitoraggi, controlli e interventi sanzionatori contro le speculazioni lungo le filiere, in particolare per i prodotti di largo consumo e i carburanti.

- Una riforma fiscale equa, davvero tesa a sostenere i bassi redditi e i redditi medi, quelli colpiti più duramente da queste dinamiche.*

- La definizione di una reale tassazione sugli extraprofitti delle aziende energetiche (e non solo): una misura di equità, ben diversa dall’anticipo della tassazione già dovuta.

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