Insegnanti di sostegno precari penalizzati da nuova normativa: anche dal riminese per protestare a Roma
Lunedì 4 marzo insegnanti di sostegno protestano a Roma per il mancato prolungamento dell'art. 59 del Decreto Legge 73/2021
Lunedì 4 marzo, alle 15, insegnanti di sostegno da tutta Italia parteciperanno a un presidio a Roma, davanti alla sede del Ministero dell’Istruzione e del Merito.
Si tratta dei docenti specializzandi del VIII ciclo che stanno svolgendo il Tirocinio Formativo Attivo, il corso di specializzazione, che si riuniranno in protesta per la decisione del Governo di non estendere la normativa dell’art. 59 del Decreto Legge 73/2021 ai prossimi anni scolastici, partendo dal 2024-2025. Facendo dunque un passo indietro rispetto alla normativa introdotta tre anni fa, anni in cui l’assunzione avveniva in base a specifiche graduatorie (Graduatorie Prima Fascia Sostegno, PGS).
Secondo i coordinamenti promotori della protesta, le procedure concorsuali non sono state sufficienti a soddisfare la copertura dei posti vacanti su cattedra di sostegno. Dal 2021 invece, con l’entrata in vigore del Decreto Legge 73, sono stati reclutati circa 36.000 insegnanti specializzati,
Per il prossimo anno scolastico invece si ritorna al passato, con l’assunzione per concorso, fissato per metà marzo, al quale i docenti specializzandi del VIII ciclo non potranno peraltro parteciparvi, dovendo completare gli ultimi mesi di formazione.
“Non ci hanno neppure dato opportunità di partecipare con riserva al concorso”, spiega Isabel di Stefano, insegnante di sostegno precaria che parteciperà alla protesta: da 14 anni lavora nelle scuole di Riccione, tra Savioli e Liceo Volta, in supporto di alunni e alunne con disabilità.
“Chiediamo di riattivare l’art.59 e quindi la procedura che possa dare continuità didattica”, aggiunge, oppure che l’assunzione tramite concorso possa partire esauriti i cicli di specializzandi: quando in pratica partiranno i corsi di laurea specifici per svolgere il ruolo di insegnante di sostegno.
“È quindi fondamentale, anche nell’ottica di tutela del diritto allo studio delle alunne e degli alunni con disabilità, prevedere la proroga delle assunzioni da Gps – evidenzia Isabel Di Stefano, riportando quanto affermato dai coordinamenti promotori della protesta –
Per garantire la continuità didattica e un modello di scuola inclusiva occorre favorire l’accesso ai percorsi di specializzazione, assumere i docenti precari specializzati e ampliare l’organico di diritto stabilizzando almeno 80 mila cattedre in deroga nei prossimi anni”.
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