Investigazioni aziendali, in Romagna cresce il business degli “anti furbetti”

Sempre meno casi da film e sempre più controlli nelle imprese

15 giugno 2026 10:31
Investigazioni aziendali, in Romagna cresce il business degli “anti furbetti” -
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Dimenticate gli stereotipi dei film americani. Niente inseguimenti mozzafiato sui viali delle Regine, mariti infedeli fotografati all'uscita di un albergo o misteri da romanzo noir. Oggi, anche in Romagna, il vero business degli investigatori privati si gioca nelle aziende. A sostenerlo è Massimo Affronte, titolare dell'agenzia Hunter&McCall e professionista che da anni opera nel settore della sicurezza e delle investigazioni. Un mercato in crescita, alimentato dalla necessità delle imprese di tutelarsi da comportamenti scorretti che possono causare danni economici rilevanti.

"L'ambito aziendale rappresenta ormai una parte fondamentale del nostro lavoro", spiega Affronte. "Le aziende hanno bisogno di verificare situazioni sospette e spesso l'investigatore è l'unico strumento in grado di raccogliere prove utilizzabili per eventuali provvedimenti disciplinari". È un aspetto poco conosciuto dal grande pubblico. Quando si parla di investigatori si pensa immediatamente alle vicende sentimentali, mentre gran parte delle attività riguarda dipendenti, collaboratori e rapporti di lavoro.

I casi sono numerosi. C'è chi ottiene un contratto a tempo indeterminato e poco dopo entra in malattia per lunghi periodi. Chi usufruisce dei permessi previsti dalla legge 104 per assistere un familiare disabile ma viene sospettato di utilizzare quelle giornate per finalità diverse. Oppure chi dichiara limitazioni fisiche incompatibili con attività che in realtà continua a svolgere normalmente.

Non mancano nemmeno le contestazioni per presunti infortuni sul lavoro o richieste risarcitorie milionarie che le aziende ritengono prive di fondamento, "come quella volta in quel famoso ristorante di Riccione", ricorda Affronte. In questi casi, prima di assumere qualsiasi decisione, servono elementi concreti e verificabili.

"Le imprese non possono licenziare sulla base di una sensazione o di una voce di corridoio", sottolinea Affronte. "Occorrono prove. Ed è proprio qui che entra in gioco l'investigatore privato".

Il fenomeno richiama inevitabilmente quello dei cosiddetti "furbetti del cartellino", espressione che negli anni è stata associata soprattutto alla pubblica amministrazione. Ma secondo gli addetti ai lavori il problema riguarda in misura significativa anche il settore privato, dove spesso le cronache fanno meno rumore ma gli interessi economici in gioco sono enormi.

Non esiste un comparto particolarmente esposto. Dall'industria ai servizi, dalla logistica al turismo, ogni azienda può trovarsi nella necessità di effettuare verifiche. Alcune casistiche, tuttavia, risultano più frequenti. Tra queste i furti interni, specialmente nella grande distribuzione e nei supermercati, dove ammanchi ripetuti possono trasformarsi in perdite consistenti. In territori economicamente vivaci come la Romagna, dove il tessuto imprenditoriale continua a generare ricchezza e occupazione, cresce anche l'esigenza di proteggere investimenti e attività produttive. Per questo molte aziende scelgono di affidarsi a professionisti delle investigazioni.

Lontano dal fascino cinematografico dell'investigatore solitario, il lavoro quotidiano è fatto soprattutto di osservazione, raccolta di elementi oggettivi e documentazione dei fatti. Un'attività discreta ma spesso decisiva.

Perché, alla fine, quando un'impresa sospetta un abuso, una truffa o un comportamento incompatibile con gli obblighi del lavoratore, l'investigatore privato può rappresentare l'unica risorsa concreta per fare chiarezza e, se necessario, smascherare i furbetti.

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