"Israele è odio e morte", archiviata l’inchiesta: padre e figlia non andranno a processo
Teresa e Giovanni Grandi erano indagati per minaccia, diffamazione e istigazione all’odio razziale. Il gip ha disposto l’archiviazione dopo mesi di indagini
Si chiude con un’archiviazione il procedimento a carico di Teresa Grandi, 24 anni, e del padre Giovanni, 55, finiti sotto indagine per una frase scritta sui social nell’ottobre 2023: «Israele è odio e morte».
Il commento, inviato privatamente dalla giovane al console onorario d’Israele Marco Carrai, aveva portato a un’inchiesta della Procura di Firenze per minaccia a corpo diplomatico, diffamazione aggravata e istigazione all’odio razziale e all’antisemitismo.
Dopo mesi di indagini, una perquisizione della Digos e due memorie difensive presentate dagli avvocati Maurizio e Martina Ghinelli, il gip ha disposto l’archiviazione. La difesa aveva sostenuto che la frase rappresentasse una dura critica alle politiche di Israele, senza contenere minacce, inviti alla violenza o riferimenti al popolo ebraico.
«Sono soddisfatta – ha commentato Teresa Grandi – e credo sia importante che anche opinioni forti e scomode possano essere espresse senza il timore di essere criminalizzati».
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