La Corte europea dei diritti umani condanna l’Italia per la morte di Riccardo Magherini

Per i giudici europei lo Stato è responsabile: “Non c’era assoluta necessità di immobilizzarlo”

A cura di Glauco Valentini Redazione
15 gennaio 2026 13:37
La Corte europea dei diritti umani condanna l’Italia per la morte di Riccardo Magherini - Riccardo Magherini
Riccardo Magherini
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La Corte europea dei diritti umani (Cedu) ha condannato l’Italia per la morte di Riccardo Magherini, avvenuta a Firenze nella notte del 3 marzo 2014 mentre l’uomo si trovava immobilizzato a terra dai carabinieri durante un intervento delle forze dell’ordine.

Nella sentenza, i giudici di Strasburgo hanno stabilito che lo Stato italiano è responsabile del decesso, ritenendo che non vi fosse “l’assoluta necessità” di mantenere Magherini immobilizzato in quella posizione e con quelle modalità. Secondo la Corte, la gestione dell’intervento non ha rispettato gli standard richiesti dall’articolo 2 della Convenzione europea dei diritti umani, che tutela il diritto alla vita.

La Cedu ha sottolineato come l’uso della forza debba essere proporzionato e limitato allo stretto necessario, evidenziando che, nel caso di Magherini, non sarebbero state adeguatamente valutate le sue condizioni di salute né adottate misure alternative meno rischiose.

La decisione europea si inserisce in un quadro giudiziario complesso: nei procedimenti penali svolti in Italia, infatti, i carabinieri coinvolti sono stati assolti in via definitiva. La sentenza della CEDU non comporta responsabilità penali individuali, ma attribuisce allo Stato una responsabilità sul piano dei diritti umani e apre la strada a un risarcimento per i familiari della vittima.

Il caso Magherini continua così a rappresentare un punto di riferimento nel dibattito sul rapporto tra uso della forza, tutela dei diritti fondamentali e responsabilità dello Stato nelle operazioni di polizia.

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